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Estrazioni gas a Bomba, l’Abruzzo chiede la definitiva impossibilità a sfruttare il giacimento

Pescara. Firme in calce oggi a Pescara, dei rappresentanti istituzionali di Regione, Provincia, Comuni e delle associazioni, nelle lettere appena inviate ai ministeri dell’ambiente e dello sviluppo economico per fermare non solo l’assurdo progetto di estrazione di gas sotto il lago di Bomba, ma per sancire una volta per tutte l’impossibilità di sfruttare il giacimento di questa località della provincia di Chieti, a rischio idrogeologico. Così l’Abruzzo intero dice no al progetto della Cmi Energia srl anche perché sembra assurdo insistere dopo la bocciatura del Comitato Via Abruzzo e del Consiglio di Stato.

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Dalla Forest alla Cmi la risposta del territorio al 2° tentativo di sfruttare Bomba

Bomba (Ch). Dalla Forest alla Cmi energia la risposta del territorio al secondo tentativo di sfruttare il giacimento di gas di Bomba” è il titolo dell’assemblea pubblica che si terrà giovedì 4 gennaio alle ore 17 presso la sala del museo etnografico di Bomba. L’incontro è organizzato da Wwf, Legambiente e Comitato cittadini Gestione partecipata del territorio, l’invito a partecipare è rivolto anche al presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso e al presidente della Provincia di Chieti, Mario Di Pupillo. 

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Bomba. Lo spettro della Forest Oil e dietro il nuovo progetto di estrazione anche Shell

Provincia di Chieti. Lo spettro della Forest oil aleggia sulla Compagnia mediterranea idrocarburi (Cmi), acquisita dalla Avanti energy, erede della concessione Colle Santo, progetto di estrazione che punta ancora a Bomba (Ch) e non solo. Si scopre che la società capitolina è in partnership con Shell per la vendita del gas estratto. Si tratta proprio del colosso petrolifero autorizzato a trivellare l’Artico. Fatto sta che questa minacciosa estrazione del gas garantirebbe autonomia energetica all’Italia per una settimana. Subsidenza, rischio idrogeologico, ambiente a rischio, ma l’impresa vale la spesa? Insomma tutto il gas, nemmeno certo, estraibile dal giacimento di Colle Santo coprirebbe, massimo, il consumo di 10 giorni di metano a livello nazionale. A rivelarlo è la ricercatrice di origine italiana, Maria Rita D’Orsogna, che sta indagando su questo ennesimo progetto di sfruttamento che colpisce al cuore la provincia teatina e che ora si tenta di realizzare con qualche discutibile variante: un metanodotto di 21 km di tracciato che partirebbe dai pozzi, vecchi e nuovi di Bomba, sino a Paglieta dove è prevista un centrale di trattamento del materiale estratto.

Aggiornamento, approfondimento blog D’Orsogna

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