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Indagato per un caffè, archiviazione per Damiani sulle perizie al centro oli di Viggiano

Il fatto non sussiste e per Giovanni Damiani, già direttore tecnico Arta, arriva l’archiviazione. Polverizzata dunque l’accusa di aver redatto e consegnato alla procura di Potenza una falsa perizia sul Centro Eni di Viggiano. Idem per l’ingegnere pescarese, consulente di parte dell’Eni, indagato con il tecnico abruzzese per un caffè preso, alla luce del giorno, al Nuvola Rossa. Il fatto contestato risale al 30 luglio 2014 quando dagli uffici amministrativi dell’Arta, dove Damiani lavorava, il consulente Eni e il tecnico escono per un caffè al bar vicino. Si diradano le ombre sul tecnico e le analisi messe in discussione dalla procura di Potenza nelle indagini sui rifiuti al centro olii dell’Eni, in val D’Agri, a Viggiano.  Continue reading “Indagato per un caffè, archiviazione per Damiani sulle perizie al centro oli di Viggiano”

Mazzocca: ‘Pronti al Ricorso straordinario contro il Decreto Trivelle’

Roma. Nelle ultime settimane 2 distinte sentenze della Corte costituzionale hanno riaperto una partita che il Governo considerava chiusa con un provvedimento che toglieva alle Regioni e alle comunità locali ogni possibilità d’intervento sulle politiche energetiche. Contro il processo governativo di petrolizzazione la Regione Abruzzo si è trovata ad imboccare la strada del contrasto, dichiara il sottosegretario alla presidenza della Regione, Mario Mazzocca, questo pomeriggio nella sala stampa della camera dei deputati.

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Petrolgate Basilicata: codici alterati e i rifiuti risultavano non pericolosi anche in Abruzzo

“Eh, Depuracque in Abruzzo non mi prende più di 10 macchine; sempre per problemi di odori”. Il dirigente Eni risponde: “Tu digli a Depuracque che se non ne prendono 10 gli tolgo subito il subappalto, non gli do più nemmeno una macchina”. Il 27 settembre 2016 il quotidiano on line Basilicata24ore ha pubblicato la II parte delle intercettazioni in cui un intermediario del traffico illecito di rifiuti lucano parla col dirigente dell’Eni dei passaggi per lo smaltimento delle acque di rifiuto, dei problemi delle macchine, ossia dei fusti al veleno destinati anche in Abruzzo, così come verificato dalla indagini sul centro oli di Viggiano.

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Rifiuti del Centro oli Eni di Viggiano a Chieti Scalo, anche questa pista nell’inchiesta di Potenza

Chieti. La diversa classificazione dei rifiuti liquidi dell’attività di estrazione, da pericolosi a non pericolosi, secondo la procura di Potenza (Basilicata) avrebbe garantito all’Eni un risparmio di diverse decine di milioni di euro per lo smaltimento, con 590 mila tonnellate, secondo indiscrezioni, che andrebbero in giro per l’Italia: Basilicata, Puglia, Calabria, sino alle Marche, Emilia Romagna e Toscana. Scarico che, voci di corridoio, dicono sia stato eseguito, in parte, anche in Abruzzo dove di tonnellate ne sarebbero arrivate quasi 14 mila, tra il 2013 e il 2014. Per l’esattezza è nell’impianto di Chieti scalo, San Martino, che sarebbero finiti quei rifiuti singolarmente classificati da Eni con le complicità delle aziende di smaltimento. La struttura teatina è gestita da una società a responsabilità limitata i cui responsabili però non sarebbero indagati. Il nome della stessa società a responsabilità limitata spunta però in un’altra inchiesta, della procura distrettuale antimafia dell’Aquila, in cui sono coinvolti anche alcuni esponenti del Consorzio di bonifica centro.

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Fonte fossile: ma quale lavoro? Solo 143 impiegati residenti in Basilicata che produce l’80% del petrolio italiano

Ombrina? Non è affatto morta, ma solo dormiente. Bisognerebbe chiarirlo anche al governatore d’Abruzzo, Luciano D’Alfonso. Molto del futuro della costa Adriatica, purtroppo da trivellare, dipenderà dalla volontà, dalla capacità di comprendere che la verità è diversa da quanto raccontano. Solo per dirne una, in Basilicata si produce l’80% del petrolio nazionale, ma i residenti impiegati nel settore sono solo 143 e questa regione resta la più povera d’Italia, a chiarirlo sono i dati Istat. Un di più: a differenza di Viggiano (Potenza) ad Ortona (Ch) il centro Oli non si è fatto, merito di Emergenza ambiente Abruzzo, della parte buona dell’ambientalismo regionale che non ha mai cercato le luci della ribalta né ha rincorso il protagonismo, ma ha solo tutelato i cittadini.

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Traffico rifiuti e smaltimenti illeciti all’Eni di Potenza, un arresto anche a Chieti

Da questa mattina sono agli arresti domiciliari 5 dipendenti del centro oli di Viggiano, a Potenza (Basilicata). I 5 sono funzionari Eni e sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di attività organizzate per il traffico e lo smaltimento illecito di rifiuti. Uno degli arresti è stato eseguito in provincia di Chieti, ad Ortona per l’esattezza, nei confronti della dirigente Eni, Roberta Angelini, 56 anni. Gli altri a Potenza, Roma, Genova, Grosseto e Caltanissetta.

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Nato il Comitato Vota Sì per fermare le trivelle

Missione: partecipazione di massa al referendum del 17 aprile contro le trivellazioni in mare per quel Sì che abrogherà la norma che non prevede scadenze per le concessioni di estrazione e di ricerca di petrolio e gas, entro le 12 miglia dalla costa. Se la legge di stabilità 2016 vieta il rilascio di nuove autorizzazioni entro le 12 miglia marine, ma non limita la durata delle licenze già rilasciate nel perimetro.

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