Tag: Cave

Dati su cave e attività di coltivazione in Abruzzo

Erosione marina a Casalbordino: ripascimento a interventi a casaccio sono inutili

“Continuare a versare sabbia sulle spiagge, dov’è in atto l’ingressione marina, è come non voler rendersi conto che si sta curando una malattia grave puntando sull’effetto placebo” Fabrizia Arduini coordinatrice del  Wwf zona Frentana e costa Teatina non usa mezzi termini per rappresentare l’inefficacia dei rimedi posti in essere per frenare l’erosione della costa e chiede uno studio affidato alle università per conoscere ‘andamento dee correnti nela linea di costa per interventi che siano efficaci, ma non trascura l’importanza della rinaturalizzazione dei fiumi, della cura per le dune e la decementificazione. Continua a leggere “Erosione marina a Casalbordino: ripascimento a interventi a casaccio sono inutili”

Niente Piano cave e i cavatori avanzano. Moratoria per fermare il saccheggio del territorio abruzzese

Conosciuta come la gran cava d’Italia, la regione Abruzzo subisce da anni un vero e proprio assalto. La conseguenza ineluttabile della mancanza di un Piano cave, venuto alla luce solo negli annunci a corredo della propaganda Regionale, è un pesantissimo impatto ambientale e paesaggistico. Il tentativo di bloccare le concessioni, in passato, non ha fermato l’avanzata dei cavatori contro cui oggi si vuole riproporre una moratoria sull’attività estrattiva.

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Rapporto Cave 2017. Legambiente propone Legge quadro, recupero contestuale delle aree e Canone minimo per le concessioni

É possibile ridurre il prelievo di materiale e l’impatto delle cave sull’ambiente e sul paesaggio. Dare una nuova vita ad una cava dismessa si può. Percorrere la strada del riciclo degli aggregati per l’Italia è un dovere, ma la strada è ancora tutta in salita. Legambiente ha presentato oggi a Roma il Rapporto Cave 2017 invitando a puntare sul riciclo degli inerti, così come si fa in molti Paesi europei, ma anche in alcune eccezionali località italiane.

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Difenderà l’entroterra: lavori in corso per il Coordinamento delle Vertenze

Sulmona (Aq). Occorre rompere gli steccati, avviare un ragionamento e fare rete per le questioni del territorio. È indispensabile una strategia comune per risolvere quelle questioni che dovrebbero essere unite in una sola grande vertenza:  metanodotto Rete adriatica, centrale di compressione Snam, rischio sismico sottovalutato, sanità, ospedale, Punto nascita, tribunale e spoliazione degli uffici giudiziari e delle scuole superiori ancora per i Poli di attrazione, soprattutto per la bretella autostradale e la demolizione dei viadotti peligni del progetto presentato alla Regione dalla società Strada dei parchi.

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Questione Piano cave quasi risolta, forse

Pescara. “Finalmente giunge al termine l’annosa questione del Piano Cave” è il commento a caldo del sottosegretario regionale con delega alle Cave e Torbiere, Mario Mazzocca – Dopo 37 anni l’Abruzzo sta per avere il suo documento di programmazione e pianificazione”.

Aggiornamento 27.2.2017

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Stop trivellazioni, risanamento fiumi e tutela del suolo: ‘D’Alfonso passa ai fatti’ chiedono gli operatori turistici

Pescara. Gli operatori turistici della costa abruzzese ribadiscono il no alle trivellazioni. Sono per il risanamento dei fiumi, per la tutela del suolo e delle spiagge. Sono contro ogni tentativo di ‘conciliazione territoriale’ degli industriali riuniti a Pescara con il  governatore Luciano D’Alfonso e gli amministratori locali.

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Rifiuti tombati nella cava di Magliano. Sequestrati immobili per 2 milioni di euro

L’Aquila. Sono stati sottoposti a sequestro preventivo 4 abitazioni a Roma, Magliano de’ Marsi (AQ) e Francavilla al Mare (CH), della ditta Celi Calcestruzzi spa di proprietà dei fratelli Franco e Sergio Celi, con sede in Massa D’Albe (Aq),  per un valore di circa 1 milione e 800 mila euro. Continua a leggere “Rifiuti tombati nella cava di Magliano. Sequestrati immobili per 2 milioni di euro”

Cave. Rapporto 2014 Legambiente

Foto Maria Trozzi
Cava di Ofena Foto Trozzi

Situazione italiana. Nonostante la crisi i numeri sono impressionanti, da Nord a Sud le cave attive in Italia sono 5.592, quelle dismesse e monitorate addirittura 16.045 e se si aggiungono quelle delle regioni che non hanno un monitoraggio (Calabria e Friuli Venezia Giulia) il dato potrebbe salire a 17 mila. Un miliardo di euro di ricavo, 80 milioni di metri cubi di sabbia e ghiaia, 31.6 milioni di metri cubi di calcare e oltre 8.6 milioni di metri cubi di pietre ornamentali estratti nel 2012.

Rapporto Cave 2014

Abruzzo. Piano con le cave!

L’Abruzzo conquista l’ottavo posto nella lista nazionale delle regioni con più cave, secondo il rapporto 2014 di Legambiente. La  gruviera abruzzese conta ben 246 cave attive, sono 844 le cave dismesse o abbandonate. Considerato che in Italia sono 6mila le cave attive e 17mila quelle abbandonatel’Abruzzo mantiene una pessima media. Nonostante la crisi strutturale (definizione che Confindustria Abruzzo dà alla attuale decrescita economica registrata in regione nell’ indagine del II° semestre 2013 settore produttivo regionale), il volume d’affari del settore estrattivo abruzzese ammonta a 20 milioni e 69 mila euro su un canone annuo, corrisposto, pari a 2 milioni 119mila 326 euro. Cifra irrisoria, quest’ultima, che a malapena arriva ad un decimo del prezzo di vendita del materiale, oltre al fatto che si dimentica spesso e per anni di riscuotere i canoni di concessione per le coltivazioni! A disciplinare ancora il settore è ilRegio decreto n. 1443 i cui vetusti obiettivi non rispondono più alle attuali esigenze continua a leggere..

Copertone Selvaggio alla Cava di Ofena (Aq)

Interessante come in alcune cave dismesse siano stati gettati e sotterrati rifiuti particolari continua a leggere.. 

Sulmona. Dalle cave oltre 65 mila euro da pagare al Comune

Foto Maria Trozzi
Pacentro dalla Morrenese

Sono 3 le aziende su via Ancinale che svolgono attività estrattiva in tre diverse cave e il debito che le tre imprese hanno cumulato nei confronti del Comune di Sulmona ammonta a circa 65 mila euro. Gli importi che le ditte devono corrispondere annualmente, ma che da tempo non vengono riscossi dall’amministrazione comunale, sono quelli da impegnare per mitigare l’impatto dell’attività estrattiva che subisce il territorio. Sembra sia in funzione anche una quarta cava, poco nota e semisconosciuta agli uffici di palazzo san Francesco, la ditta probabilmente si sta mettendo in regola. Le leggi regionali abruzzesi, per l’apertura non autorizzata di una cava o coltivazioni illegali prevedono sanzioni amministrative innocue rispetto al giro d’affari di un’attività estrattiva e al danno all’ambiente, dicevamo sanzioni che vanno da 516 mila a 10 mila 329 euro.  Le somme annuali, da versare come ristoro al Comune, sono destinate alla realizzazione d’interventi diversi da quelli a carico del titolare dell’autorizzazione di cava.

Rapporto cave 2014 Legambiente
Rapporto cave 2014 Legambiente

Gli importi non sono riscossi da anni e mentre le casse pubbliche languono anche per indolenza amministrativa la valle Peligna viene tranquillamente sventrata. Che dire delle strade devastate anche dal passaggio dei mezzi per un’attività d’estrazione ad impatto ambientale evidente. Nessuna possibilità poi  di prevedere interventi di manutenzione costante per migliorare la circolazione perché non ci sono soldi. É un problema comune ed è un pericolo soprattutto per la viabilità nell’area attorno alle cave dove cresce il centro abitato.

In base a quanto stabilito dall’art. 132 (Legge regionale 54/1983) i Comuni seguono un ordine di priorità nell’individuare gli interventi  possibili con le somme riscosse annualmente dalle ditte che nel loro territorio svolgono attività estrattiva:

  1.          protezione civile, attraverso la realizzazione di opere ed infrastrutture nonché l’acquisto di mezzi e beni strumentali per l’attività  di protezione civile e soccorso pubblico,
  2.          viabilità e sicurezza stradale, finalizzati alla mitigazione dell’incidenza dell’attività estrattiva sul traffico locale, in particolare quello dei centri abitati, anche attraverso il potenziamento qualitativo e quantitativo di beni strumentali e mezzi della polizia municipale;
  3.          recupero ambientale, anche attraverso destinazioni diverse da quella agricola, dei siti estrattivi dismessi presenti nel territorio comunale.

Le tre imprese dovrebbero corrispondere una somma annuale commisurata al tipo ed alla quantità di materiale estratto nell’anno, in base a certe  tariffe. Una sola di queste aziende dovrebbe versare circa 30 mila euro all’amministrazione peligna. In questi anni però tutte e tre le ditte non hanno corrisposto alcunché. Agli uffici comunali di palazzo san Francesco qualcuno se ne sta occupando?

L.R. 54/1983, art.132 Comma 1) Il rilascio, la proroga od il rinnovo dell’autorizzazione o concessione di cava di cui alla presente legge è subordinato alla presentazione di convenzione stipulata, sulla base di uno schema tipo predisposto dalla Giunta regionale, tra il richiedente ed il comune o i comuni interessati con la quale il richiedente si impegna a versare annualmente al Comune, in un’unica soluzione, una somma a titolo di contributo alla spesa necessaria per la realizzazione di interventi ed infrastrutture atte a mitigare l’impatto dell’opera estrattiva sul territorio, ulteriori rispetto a quelli posti a carico  del titolare dell’autorizzazione , tale somma è commisurata al tipo ed alla quantità di materiale estratto nell’anno, in conformità alle tariffe stabilite  con atto della Giunta regionale ed aggiornato con gli stessi criteri di cui all’art. 14 , comma 2.

mariatrozzi77@gmail.com