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Rastrelli vibranti alla larga dall’area marina protetta del Cerrano, lo dice l’Ispra

Pineto (Te). Vongolare e rastrelli vibranti alla larga dall’area marina Torre del Cerrano, l’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale mette una pietra tombale all’ingresso delle vongolare nell’incantevole area marina protetta sancendo una volta per tutte che la provincia di Teramo non fa eccezione e dunque la pesca con il rastrello vibrante non è compatibile con la tutela dell’area così  come non lo è nel resto d’Italia.

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Tre organismi differenti per analizzare la contaminazione dell’area dell’incendio della discarica di Colle Marcone

Chieti. Sulla contaminazione dell’area della discarica di Chieti, al confine con Bucchianico e Casalincontrada andata in fumo il 27 giugno, l’Arta (Agenzia regionale per la tutela ambientale) non indicherebbe alcunché di contaminazione da diossina, ma solo di Benzene. Gli esiti di altri controlli nell’area sono pubblicati sulla pagina Facebook del Comune di Bucchianico (Ch) e si riferiscono alle analisi eseguite dall’Istituto zooprofilattico sperimentale Caporale che ha esaminato i campioni prelevati dalla Azienda sanitaria locale Chieti, Lanciano e Vasto. Solo attraverso questi altri campioni, prelevati dalla Asl 2 e analizzati dall’Izsam Caporale di Teramo, è stato rilevato l’inquinamento da diossina nel foraggio a non meno di 2 km dalla discarica di colle Marcone. Per analizzare lo stato di contaminazione dell’area dell’incendio a Colle Marcone di Chieti è stato necessario mobilitare la bellezza di 3 organismi, perché? 

Foto Trozzi
Foto Trozzi

incendioAdria7_17.7.2014Non è strano a dirsi, ma costoso a farsi, se Asl, Arta, e Istituto zooprofilattico sperimentale di Teramo sono stati mobilitati per le analisi necessarie a rilevare il grado di contaminazione dell’area della discarica di colle Sant’Antonio, c’è da chiedersi se si siano divisi i compiti i 3 istituti. Un numero perfetto, ma dispendioso e non è bastato a garantire la celerità necessaria per questo tipo di emergenza. Sembra chiaro, alla fine, che le sforbiciare della Spending review non facciano risparmiare, ma abbiano creato un sistema costoso e fuorviante. Di diossina non scrive né tratta l’Arta quando esegue altre analisi dei campioni prelevati in 2 particolarissimi incendi. L’agenzia anche allora non menzionò la sostanza diossina, ma parlò solo di Benzene per la contaminazione dell’area invasa dal fumo, luglio scorso, per gli incendi di pneumatici, sviluppati 2 volte in una sola settimana, in valle Peligna. In buona fede allora si pensò che la contaminazione da Diossina fosse stata scongiurata da un evidente miracolo. Negli incendi del 2014 l’Arta ha escluso ogni tipo di analisi, sui campioni, che avesse a che fare con rilevazioni di diossina (Pcdd/f) e policlorobifenili (Pcb),? Se così fosse perché nessun altro istituto è stato impegnato a verificare una eventuale contaminazione da diossina? Forse perché allora si credeva che  l’Arta avesse attrezzature adatte per rilevare ogni genere di sostanze chimiche sprigionate dal fumo e che potesse eseguire tutti gli esami indispensabili? Solo ora si pone il problema. Lo scorso anno, nel giro di una settimana prese fuoco per ben 2 volte un piazzale stracolmo di cumuli di pneumatici in cui ad ammucchiare all’aperto, per anni, era la ditta Adria, in questo caso l’impresa operava ai confini tra Pratola Peligna e Sulmona. Quest’ultima è la città d’origine dell’amministratore unico della Serveco, ditta che gestiva la discarica andata a fuoco a Colle Marcone. Su questi altri vecchi roghi indaga la polizia di Sulmona, ma siamo talmente lontani dalla verità che ancora non si riesce  a sapere, con certezza, se il secondo incendio nella ditta di pneumatici, fallita da tempo che ha imbottito di copertoni diversi angoli della valle, fosse doloso. mariatrozzi77@gmail.com

Aggiornamenti

Effetti legati all’incendio della discarica colle Sant’Antonio se ne parla sabato a Chieti 06.07.2015

Approfondimento

Diossina nel foraggio dopo l’incendio della discarica di colle Marcone 18.07.2015

Incendi pneumatici Adria: le scottanti rivelazioni della relazione Arta sui roghi di luglio 11.08.2015

Incendi pneumatici Adria. Vietato l’uso di prodotti coltivati sino a 500 metri dai roghi 25.07.2015

Diossina nel foraggio dopo l’incendio della discarica di colle Marcone

Chieti. La diossina è presente, ma solo nel foraggio e nell’erba fresca, oltre i limiti in campioni (su 16) prelevati nell’area a ridosso dell’incendio della discarica di colle Marcone, il primo a 140 metri dal rogo e in questo caso i livelli di contaminazione da diossina e Policlorobifenili superano 3 volte il limite consentito. La Asl 2 ha consigliato agli amministratori d’integrare le ordinanze restrittive, già disposte a  giugno dai comuni di Chieti, Bucchianico e Casalincontrada, per vietare il pascolo in quell’area (Fig. 4) e di procedere alla distruzione del foraggio raccolto dopo la notte di sabato 27 giugno, quando le fiamme divorarono la discarica su colle Sant’Antonio e sprigionarono fumi inquietanti. Le misure sanitarie imposte non sono più necessarie per gli alimenti di natura vegetale, l’azienda sanitaria locale raccomanda semplicemente di rispettare le buone norme igieniche. Il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, ha così disposto, con ordinanza, il divieto di pascolo e il consumo di uova nell’area di 1 km dall’incendio.

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Abruzzo. Caso Blu tongue, dal 2003 il Cospa denuncia

http://www.algheroeco.com/Sul caso delle vaccinazioni Blu tongue (Bt), Lingua blu, emerso nell’inchiesta della Procura di Roma sull’aviaria “ci sono voluti oltre 10 anni e decine di denunce alle varie procure d’Italia, Torino, L’Aquila, Sulmona, Roma e Sardegna, solo per citarne alcune, prima che qualcuno – nonostante l’evidenza dei fatti – si decidesse di agire _ scrive il Cospa Abruzzo, associazioni di allevatori della provincia di L’Aquila.

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