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Natale 2019, nuovi servizi filatelici temporanei di Poste italiane

Per il Natale 2019 sono stati promossi nuovi servizi filatelici temporanei in 4 uffici postali di Poste italiane nella provincia: L’Aquila Vr (via della Crocetta), Avezzano (via Cavalieri di Vittorio Veneto), Tagliacozzo (viale dei Giardini) e Sulmona (piazza Brigata Maiella). Continua a leggere “Natale 2019, nuovi servizi filatelici temporanei di Poste italiane”

Per tantissimi cittadini il ‘Porta a porta’ è superato per la differenziata dei rifiuti

I comitati di quartiere a Teramo considerano superato il sistema di raccolta differenziata porta a porta.  E ne sono convinte tutte le realtà abruzzesi dove la raccolta domiciliare ha portato alla scomparsa dei cassonetti, dei cestini per i rifiuti senza sostituirli con quelli per la raccolta differenziata e così sbucano buste d’immondizia ovunque.  Continua a leggere “Per tantissimi cittadini il ‘Porta a porta’ è superato per la differenziata dei rifiuti”

Rifiuti abbandonati sulla piazzola in cui morì Guido Conti

Sulmona (Aq). Una carriera ricca di inchieste impressionanti non solo per la discarica dei veleni Montedison del Polo chimico di Bussi sul Tirino (Pe), ma anche per le impegnative e delicatissime indagini sui traffici di rifiuti e le operazione Pascoli puliti con tantissimo impegno e cura certosina per ogni operazione condotta in divisa. Tutto questo cancellato da un cumulo di rifiuti che stona e offende la memoria di un uomo che dell’ambiente teneva alta la bandiera. I primi cittadini dei Comuni di Pacentro e Sulmona, Guido Angelilli e Annamaria Casini potrebbero accordarsi per una bonifica dell’area e così sistemare dignitosamente il sito in cui Conti si lasciò andare? A qualche associazione combattentistica e d’Arma poi il compito poi di mantenerne il decoro e integro il ricordo. 

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Assessore Vella: Raccolta differenziata non come fastidio, ma Opportunità

Alessandra Vella

Sulmona (Aq). “La raccolta differenziata non un fastidio, ma un’opportunità” ossia considerare positivamente, non con il solito scetticismo sulmonese, questo cambiamento che interessa gran parte della città, l’altra si è già abituata da tempo alla novità. L’assessore comunale Alessandra Vella fa appello all’amor proprio e al grande senso di civiltà della comunità per riscoprire insieme il rispetto per sé stessi e per gli altri che si traduce in una migliore qualità della vita se l’ambiente soffre meno per i nostri eccessivi rifiuti. “Comprendo che il passaggio a un nuovo sistema di raccolta dei rifiuti possa risultare poco semplice, soprattutto per i refrattari ai cambiamenti, ma vi chiedo di fermarvi a riflettere prima di uscire di casa con buste, bustoni e tutti i rifiuti possibili e immaginabili in quanto è un comportamento scorretto nei confronti di chi questa città la vive e non è da esempio per chi desidera un futuro migliore per i propri figli – aggiunge Vella – Non voglio credere che alcuni cittadini non abbiano voglia di affrontare questo cambiamento che risulterà, invece, vantaggioso per tutti noi. L’amministrazione comunale e il Cogesa stanno facendo il possibile per andare incontro alle esigenze di tutti i cittadini. Mi auguro che questo appello possa contribuire a far riflettere, nella speranza che questa città possa vivere la differenziata non come un nuovo mostro, ma come una buona opportunità – conclude l’assessore – Non permettiamo che la maleducazione e la mancanza di senso civico da parte di pochi, e sottolineo pochi, rovini la voglia e il lavoro di molti e di tutti coloro che credono nella realizzazione di questo progetto così importante per la città”.

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La Sostenibilità Ambientale fa i conti con una nuova tassa sulla spesa

Dal 1° gennaio tutte le buste, anche i sacchi leggeri e ultraleggeri utilizzati nei reparti ortofrutta, gastronomia, macelleria, pescheria e panetteria, dovranno essere biodegradabili e compostabili con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile del 40%. Dovranno essere distribuiti esclusivamente a pagamento, distinti sullo scontrino fiscale, con costi a carico dei consumatori.

 

Scrive in una nota Angelo Pellegrino, direttore Fiesa regionale d’Abruzzo: “È entrata in vigore ad agosto la legge 123/2017, decreto Mezzogiorno, contenente la nuova normativa sulle borse di plastica (art. 9 bis), di recepimento della Direttiva UE°l 2015/720 che prevede, a partire dal 1° gennaio, che le buste, anche i sacchetti leggeri e ultraleggeri compresi quelli usati per pesare la frutta e la verdura, i prodotti di gastronomia e panetteria, dovranno essere biodegradabili e compostabili. Fatta salva comunque la commercializzazione delle borse di plastica biodegradabili e compostabili, il provvedimento stabilisce il divieto di commercializzazione delle borse di plastica in materiale leggero, nonché delle altre borse di plastica. Fanno eccezione le borse di plastica riutilizzabili con maniglia esterna alla dimensione utile del sacco. Queste, se fornite come imballaggio per il trasporto in esercizi che commercializzano generi alimentari, dovranno contenere almeno il 30% di plastica riciclata e lo spessore della singola parete dovrà essere superiore a 200 micron. Se, di contro a fornirle sono gli esercizi che commercializzano esclusivamente merci e prodotti diversi dai generi alimentari, la percentuale di plastica riciclata sarà almeno del 10% e lo spessore superiore a 100 micron. Comunque sia, non è ammessa la distribuzione a titolo gratuito e il prezzo di vendita della singola unità con tanto di voce distinta sullo scontrino fiscale o fattura d’acquisto, dove la busta di plastica dovrà essere menzionata tra   le merci o prodotti acquistati”.

Per Fiesa é un nuovo balzello che graverà sui consumatori e complicherà la vita alle imprese del settore: “Se da un lato è necessario alzare il livello d’impegno per aumentare la consapevolezza dei cittadini sugli impatti che le borse di plastica hanno sull’ambiente, dall’altro non si può scaricare sempre il costo sui consumatori e sulle imprese della distribuzione – aggiunge Pellegrino – Più corretto sarebbe una previsione legislativa capace d’introdurre comportamenti virtuosi nella fase produttiva, imponendo l’utilizzo di materiali eco compatibili già nella fase primaria. Conviviamo allegramente con milioni di produzioni di bottiglie di plastica difficili da smaltire, a tutti i livelli dalle acque alle bibite, senza che nessuno faccia o dica qualcosa e poi si cerca di intervenire sui micro sacchetti” fa notare Fiesa. Una contraddizione di fondo dell’apparato legislativo che tenta la  sostenibilità solo quando imitandola il cisto  si scarica sul consumatore. 

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Ue impone di ridurre i sacchetti di plastica: l’Italia è in anticipo coi tempi

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E’ stata approvata la Direttiva che obbliga gli Stati membri dell’Unione europea a ridurre il consumo di sacchetti di plastica per asporto merci, ma la vera notizia è che l’Italia è in anticipo con i tempi e rispetto alla nuova direttiva. Si fa riferimento soprattutto alle buste sottili (meno di 50 micron),  difficilmente riutilizzabili rispetto alle più consistenti, che  così si trasformano in rifiuti che inquinano e compromettono corsi d’acqua ed ecosistemi acquatici, per quelle finalmente non c’è scampo.
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