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Abruzzo in prima linea per uscire dal Carbone. Obiettivo Italia: 40 milioni di tonnellate in meno di CO2

Roma. La regione verde d’Europa dà un fattivo contributo alla possibilità per l’Italia di uscire dal carbone, dismettendo il combustibile fossile più nocivo per il clima. Uscire dal carbone vorrebbe dire per l’Italia una riduzione di CO2 fino a circa 40 milioni di tonnellate l’anno (dati 2015), oltre il 40% del settore elettrico e circa l’11% del totale delle emissioni nazionali. La Strategia energetica nazionale, presentata a metà giugno, per la prima volta prende in esame l’uscita dal carbone come fonte di energia elettrica anche se il governo non ha ancora fissato una data certa per l’addio. 

#outcarbone

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Far West di trivelle oltre le 12 miglia dalla costa adriatica, ecco la mappa

Sono milioni gli ettari richiesti dai petrolieri per farsi spazio dal delta del Po sino al Salento, in alcune aree poi sono previsti 3 passaggi per scandagliare i fondali marini con esplosioni tramite il sistema airgun. Per i grandi progetti di trivellazione e ricerca nel mare Adriatico manca una Valutazione ambientale strategica e le Valutazioni di impatto cumulative e transfrontaliere, serve una moratoria immediata e occorre agire a livello comunitario. I movimenti ambientalisti si organizzano  e il 17 gennaio si danno appuntamento a Termoli.

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L’Italia autorizza ricerche di petrolio in alto mare, ma decide senza i vicini di casa dell’Adriatico

Le prospezioni petrolifere autorizzate a giugno dal ministero dell’ambiente su oltre 3 milioni di ettari del mare Adriatico, da Rimini al Salento, non sembrano aver seguito un iter corretto per gli ambientalisti del Forum italiano dei movimenti per l’acqua. Il gruppo ne spiega le ragioni “Perché per i 9 decreti di Valutazione di impatto ambientale (Via positiva), emanati dal ministero dell’ambiente per 10 permessi di prospezione e ricerca (dei decreti vale per 2 permessi) richiesti da 4 operatori, non vi è traccia del coinvolgimento degli altri Paesi che si affacciano sul mare Adriatico: Croazia, Montenegro ed Albania.

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Cartelli a Micorosa. Un altro mattone del muro di omertà cade a Brindisi

Discarica del petrolchimico delimitata da cartelliBrindisi. Nuovi cartelli di avviso segnalano il pericolo lungo il perimetro dell’area contaminata di Micorosa. É la discarica del petrolchimico di Brindisi, in Puglia. Il muro di omertà sta cadendo a pezzi dopo gli esposti di giugno, la magistratura ha aperto un’inchiesta per far luce sulle responsabilità.

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Brindisi. Petrolchimico e veleni sepolti a Micorosa, avviata l’inchiesta

Foto Trozzi
Pescara: gemellaggio comitati Brindisi e Abruzzo

La Procura di Brindisi apre un’inchiesta sul petrolchimico e la discarica di Micorosa, determinante per l’avvio dell’indagine anche l’alleanza tra gli ambientalisti di Brindi e Bussi, tra le regioni Abruzzo e Puglia legate da un comune passato, due mega discariche probabilmente determinate da una stessa metodologia di smaltimento dei rifiuti tossici. Continue reading “Brindisi. Petrolchimico e veleni sepolti a Micorosa, avviata l’inchiesta”

Nastro trasportatore di Brindisi: monumento all’oscura civiltà del carbone

Brindisi il nastro trasportatore di contrada Cerano
Brindisi il nastro trasportatore di contrada Cerano (foto di Augusto de Sanctis)

Il nastro di 12 chilometri con cui l’Enel (Ente nazionale energia elettrica) trasporta il carbone dal porto alla Centrale Termoelettrica di contrada Cerano, a Brindisi è una vera e propria trincea di alcune decine di metri.  Polveri di carbone alla sbarra: il processo

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