Ponte ancora chiuso in attesa di perizia e il cedimento interesserebbe un motivo decorativo

Sospesi alla pigrizia amministrativa restano quasi tutti in attesa di una puntuale perizia sulla stabilità del ponte del Giovenco volta a verificare se davvero il cedimento, di oltre un mese e mezzo fa, interessi solo un motivo decorativo dell’infrastruttura o ne comprometta la stabilità. Ponte chiuso che da circa 2 mesi non unisce più la Marsica al comprensorio Peligno-Sangrino, nell’aquilano. L’ulteriore beffa è che in attesa di verifiche di staticità l’economia locale si spegne per l’interruzione degli immediati collegamenti tra Bisegna (216 abitanti) e Pescasseroli (2 mila 212 abitanti), in un’area che vive di turismo stivo ed invernale. Read more

2017 Anno Fortunato Almeno per l’Orso Marsicano: 12 cuccioli e nessuna morte accertata

Almeno 12 cuccioli di orso bruno marsicano quest’anno, erano 11 nel 2016, e non si registrano morti per il plantigrado, la prima volta in 11 anni, fanno del 2017 un anno estremamente positivo per il simbolo d’Abruzzo e  l’associazione a tutela dell’Orso bruno marsicano, Salviamo l’orso, tira le somme dei 12 mesi trascorsi davvero bene grazie ai suoi volontari che hanno lavorato proficuamente in numerosi progetti per la conservazione dell’animale sull’Appennino centro meridionale.

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Scuola innovativa a Pescina che servirà la Marsica, progetto scelto dal ministero

Pescara. Su 1300 proposte sono i progetti del Biocampus di Cepagatti (Pe) e l’istituto comprensivo di Pescina (Aq) i selezionati, in Abruzzo, dal ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, nell’ambito del concorso di idee Scuole innovative.

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L’orso Amareno è femmina. Via la frutta dagli alberi a Bisegna

Bisegna (Aq). Via la frutta dagli alberi, è il succo dell’ordinanza sindacale di Amedeo Di Lorenzo, primo cittadino di uno dei comuni del parco più frequentato dagli orsi. Orsi come Amareno, così soprannominato dalla popolazione dopo il raid di ciliege sugli alberelli del centro storico, che si è scoperto essere una femmina.

Fonte immagine di copertina

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Animali in condizioni pietose, macellati in casa. Blitz dei forestali nelle aziende zootecniche del Parco

Macello clandestino
Macello clandestino chiuso

L’Aquila. In casa, tra carne da macello, affettatrici, accette e coltelli di notevoli dimensioni con lame affilate, grembiuli e vestiti sporchi di sangue. Nell’intimità del focolare domestico con animali macellati e pezzi di carne, pronti per essere venduti, di animali privi di marche e auricolari, in alcuni casi tenuti in condizioni pietose e dentro ricoveri scandalosi. E ancora lasciati a terra confezioni di farmaci e materiale ad uso veterinario mal conservati. Una rete di macellazione illegale che punterebbe i suoi tentacoli ad Isola del Liri, nel Lazio, sino a Gualdo Tadino, a Perugia. A scovarla, il Corpo forestale dello Stato con un blitz nelle aziende zootecniche irregolari del Parco nazionale d’Abruzzo. Tra i sequestri del  Nucleo agroalimentare del Comando regionale Forestale dell’Aquila, una partita di oltre 100 kg di carne priva di tracciabilità finita nelle cucine di  un noto ristorante di Pescina (Aq), locale collegato ad uno degli indagati. 

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Tubercolosi bovina: caro assessore, ma la delibera che interdiva il pascolo?

Pescara. Per un focolaio di Tubercolosi bovina una delibera di maggio sospese il pascolo a Gioia dei Marsi. Dell’atto regionale non se ne sa più nulla e il bestiame continua, anche a Bisegna, nelle terre aquilane del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, a frequentare prati e aree dove l’infezione, da più di un anno, avrebbe mietuto vittime, tra queste un esemplare femmina di Orso bruno marsicano. L’associazione Salviamo l’orso scrive all’assessore regionale ai Parchi Donato Di Matteo: “Lesto a farsi facile pubblicità con l’orsetta Morena, ma distratto quando si tratta di prendere misure concrete per la conservazione del nostro orso marsicano” si chiede alla giunta regionale meno parole e più fatti.

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Tbc bovina. Focolai a Bisegna e Gioia dei Marsi: pascoli ancora invasi dal bestiame

Tra Bisegna e Gioia dei Marsi, nell’aquilano, non vige di fatto ancora alcun divieto di pascolo per i focolai di Tbc documentati da anni e che minacciano molte specie protette e raccolte nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, la denuncia arriva dall’associazione Salviamo l’orso. A 2 mesi dalla delibera regionale che aveva interdetto il pascolo in quell’area, per un focolaio di Tubercolosi bovina, non cambia assolutamente nulla, i pericoli di contagio restano, la sola certezza è che il bestiame continua a pascolare in quell’areale, culla della specie più a rischio al Mondo: l’Orso bruno marsicano.

Il Presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso ignora le richieste del ministero dell’ambiente e prende letteralmente in giro il ministro Gian Luca Galletti – così scrive Stefano Orlandini, coordinatore dell’associazione Salviamo l’Orso, in una nota durissima in cui parla di indifferenza e noncuranza – delle istituzioni politiche che continuano a mettere in pericolo la conservazione dell’orso bruno marsicano il mammifero più raro nel panorama faunistico italiano, l’orso più raro al mondo, simbolo delle montagne abruzzesi e formidabile attrattore turistico per le nostre disastrate aree interne”.

Inchiesta Orso Bruno Marsicano (di Maria Trozzi aggiornata ad agosto 2015)

Prosegue il comunicato di Salviamo l’orso: “La lunga vicenda del focolaio di Tbc bovina rilevato nella Marsica, sin dal 2012 nel territorio del comune di Gioia dei Marsi e  nei pascoli confinanti di Bisegna e Lecce nei Marsi  che le associazioni ambientaliste e Salviamo l’Orso in primis hanno portato all’attenzione dell’opinione pubblica regionale e nazionale è purtroppo sintomatica del disinteresse e della sciatteria di certa classe politica nei confronti della conservazione dell’orso……disinteresse e irresponsabilita’ che oltre a mettere in pericolo la nostra relitta popolazione di orsi , che altri paesi  piu’ civili del nostro difenderebbero strenuamente, espone i rappresentanti di questa classe politica a figure sconsolanti e vergognose. Tale è stata appunto quella che Luciano D’Alfonso ha fatto a Roma qualche giorno fa incontrando il ministro dell’ambiente Galletti. Riepiloghiamo brevemente l’antefatto :

  • Nel 2012 viene rilevato un focolaio di tbc bovina in territorio di Gioia dei Marsi nel Parco Nazionale d’Abruzzo. L’infezione e’ letale per il bestiame domestico e la fauna selvatica , non solo ma puo’ essere trasmessa all’uomo.
  • Nel 2013 viene rilevato un nuovo caso, poi nel Marzo del 2014 una giovane femmina di orso viene recuperata moribonda e muore poche ore dopo. Il conseguente esame necroscopico accerta la presenza di vaste lesioni da tbc nell’animale che ne fanno la causa della sua morte
  • Dopo le forti proteste delle associazioni si riesce a recuperare ed a controllare una mandria di bovini che pascolano da anni allo stato brado senza essere sottoposti ai periodici controlli sanitari imposti dalla legge ed alcuni animali positivi alla tbc vengono macellati.
  • i Ministeri della Salute e dell’Ambiente insieme al Pnalm chiedono insistentemente ma senza risultato alcuno che l’area venga chiusa al pascolo temporaneamente (almeno 1 anno…)
  • A seguito della mobilitazione dell’opinione pubblica e delle ripetute richieste del ministero dell’ambiente culminate in un incontro tra l’assessore all’ambiente Mario Mazzocca e la sottosegretaria Barbara Degani la giunta abruzzese approva la delibera regionale n. 348 del 7 maggio scorso Azioni urgenti per la tutela dell’Orso bruno marsicano e per la sorveglianza sanitaria sulla fauna in cui, oltre alla costituzione di un comitato per la sorveglianza sanitaria della fauna, si decide la chiusura dei pascoli interessati dal focolaio per almeno 1 anno.

Ebbene, la delibera ormai vecchia di quasi 2 mesi non ha prodotto alcun divieto di pascolo, le vacche hanno invaso nuovamente i pascoli alti di Gioia dei Marsi , il cui Sindaco ha bellamente ignorato la delibera (solo Bisegna ha vietato il pascolo per quanto di sua competenza).  Le promesse fatte al sottosegretario Degani a nome di D’Alfonso dagli assessori Dino Pepe, Silvio Paolucci, Mazzocca e Donato Di Matteo sono state completamente disattese, al punto da poter dire, senza tema di smentita, che la giunta regionale si è presa letteralmente gioco di sottosegretario e ministro. Incredibile, ma vero – denuncia l’associazione Salviamo l’Orso – Tra l’altro la Delibera della giunta regionale recita che ..in caso di mancata emanazione delle ordinanze suddette (di chiusura pascolo…Ndr) entro e non oltre il termine di 30 giorni dalla pubblicazione della presente deliberazione, Il presidente della giunta regionale , in quanto autorità sanitaria regionale , ai sensi dell’art. 32 della legge n. 833/1978 e dellart. 117 del D.Lgs n. 112/1998 emetterà in tal senso, un’Ordinanza contingibile e urgente e allora caro D’Alfonso che ne è stato di questa Ordinanza  contingibile e urgente?  In pratica  la giunta regionale approva  una delibera e poi se ne dimentica quanto si tratta di farla rispettare , un comportamento che rasenta la truffa. La scorsa settimana, quindi, incontrando il ministro Galletti il buon D’Alfonso si è visto rinfacciare tutto ciò dal Ministro e pare, bontà sua, che sia cascato dalle nuvole ed abbia reiterato le sue promesse di intervento che noi, inguaribili ottimisti , continuiamo a sperare di veder concretizzate, ma finora invano.  Certamente non una bella figura ne alcunché di cui andar fiero per colui che oltre ad ignorare i numerosi appelli delle associazioni e le loro cortesi richieste di incontro, aveva condotto una campagna elettorale tutta all’insegna del rilancio della protezione dell’ambiente  e delle aree protette della nostra regione, ma come si suol dire passata la festa gabbato lo Santo che  in questo caso è il nostro orso insieme alla cosiddetta Regione verde d’Europa”. mariatrozzi77@gmail.com

Maltrattamento di animali: denunciati allevatori del Pnalm

Allevamenti nel Pnalm Report-age.com 2015Bisegna (Aq). Morti di fame e infestati da zecche queste le probabili cause del decesso dei 20 bovini trovati a Bisegna nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Le carcasse seminate nell’area protetta hanno fatto scattare l’allarme e, dopo una serie di segnalazioni, è partita l’indagine degli agenti del Coordinamento territoriale per l’ambiente del Corpo forestale dello Stato coordinati dalle Guardie del parco. Il controllo  è stato effettuato le scorse settimane con ripetute ricognizioni. Read more

Focolai di Tbc. Finalmente la giunta regionale chiude i pascoli infetti

L’Aquila. Lo chiedeva da tempo l’associazione Salviamo l’Orso che temeva in possibile contagio per il plantigrade degli Appennini, il presidente Stefano Orlandini ha più volte insistito, in questi anni, per l’istituzione di una zona infetta e maggiori controlli sanitari e di sorveglianza nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm). 

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Mamma orsa e cuccioli su carreggiata: mettete in sicurezza le strade dell’orso

Orsi foto Salviamo L'Orso Report-age.com 2014L’Aquila. L’associazione Salviamo l’orso ha ricevuto una segnalazione, più che attendibile, di ricorrenti attraversamenti stradali di un’orsa accompagnata dai suoi cuccioli in un’area del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e rinnova l’appello alle istituzioni affinché si decidano ad istallare segnali di avviso e autovelox per proteggere anche i plantigradi che sconfinano. Read more

Ecco la lettera che conferma la chiusura delle Guardie Mediche

L’Aquila. Altro che notizia infondata o non ufficiale, come riferiva qualcuno* per tranquillizzare la comunità già pronta a riconsegnare i certificati elettorali. In anteprima pubblichiamo la prova di quanto scrivevamo, la lettera datata 18 novembre 2014  con la quale il direttore Asl 1 Giancarlo Silveri informa della chiusura della Continuità assistenziale, indirizzata anche ai sindaci delle località in cui sta per essere soppresso il servizio aziendale.

*Il qualcuno tiene a precisare “quella mia affermazione è stata resa il 19 Novembre scorso cioè prima che la notizia della chiusura della sede di C.A. (Continuità assistenziale ndr) diventasse ufficiale agli atti del Comune”.

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