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Uno bianca: Occhipinti è libero. Le vittime: ‘Niente premi per gli autori di delitti efferati’

Sono 24 persone ammazzate, 101 feriti e 103 atti criminosi, questo è il bilancio di morte della Banda della Uno bianca e Marino Occhipinti, uno degli ex poliziotti assassini che terrorizzò Bologna tra il 1987 e il 1994, da ieri è un uomo libero grazie ad un percorso di revisione critica del passato che lo avrebbe portato ad un sincero pentimento. Così scrive il tribunale di Sorveglianza di Venezia che ha accolto la richiesta della difesa giudicando autentico il pentimento dell’ex vice sovrintendente della narcotici.  Continua a leggere “Uno bianca: Occhipinti è libero. Le vittime: ‘Niente premi per gli autori di delitti efferati’”

Uno bianca: permesso premio al giovane della banda. Le vittime scrivono a Mattarella

Banda Uno bianca agguato ai Carabinieri “Anche se provi a gettarteli alle spalle, a scrollarteli di dosso, incubi e paure tornano a straziarti la vita se in questo Paese capovolto la garanzia è solo per il carnefice a cui si concede un permesso premio per buona condotta perché pentito. Eppure di questo pentimento noi non abbiamo traccia” parla Vito Tocci, medaglia d’oro, carabiniere di Campo di Giove (Aq) ferito a Rimini 26 anni fa in un agguato della banda Uno bianca. Il permesso premio concesso al più giovane dei banditi della Uno bianca lascia interdetti e rassegnati: è l’Italia. Un permesso concesso nonostante la condanna definitiva all’ergastolo per i reati commessi, di una crudeltà inaudita, nonostante i 24 morti e i 101 feriti (alcuni con disabilità permanenti ancora in attesa di essere chiamati dalle Commissioni mediche per il riconoscimento dell’invalidità). Amarezza anche da Rosanna Zecchi, presidente dell’associazione delle vittime della Uno bianca: “Non è giusto. I nostri morti non ottengono i permessi premio”. Una lettera al presidente Sergio Mattarella e una iniziativa legislativa per scongiurare un trattamento premiale ai detenuti che si sono macchiati di delitti efferati, è la proposta dell’associazione delle Vittime che non si rassegnano nemmeno dinanzi alla notizia di una Procura della Repubblica che ha provato ad opporsi, invano, al permesso premio di 12 ore concesso, dicembre scorso dal giudice di sorveglianza, ad Alberto Savi il più giovane della Banda della Uno bianca, soprannominato il buono.

Aggiornamento liberato Occhipinti 2018

Immagine di copertina La diga civile

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“Falange armata nei crimini della Uno bianca” i dubbi del carabiniere vittima della banda premiato a Campo Di Giove

Campo Di Giove (Aq). Comprensibilmente emozionato oggi Vito Tocci, carabiniere 50enne campogiovese, medaglia d’oro quale vittima del terrorismo, ha ricevuto dal sindaco della località turistica, Giovanni Di Mascio, una targa ricordo. Per l’agguato di cui fu vittima, il carabiniere collega la banda della Uno bianca pronunciando anche le parole Falange armata riferendosi all’organizzazione eversiva che ha rivendicato le stragi di via D’Amelio, Capaci e dei Georgofili (stragi di Firenze, Roma e Milano del ’93) la cui sigla comparirebbe anche per i delitti del 1991. Le azioni criminali della banda emiliana si consumarono già negli anni ’80 e l’auto era già cronaca dal 1987.

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