Documento contro il progetto Snam: metanodotto e centrale

Pescara. A quasi 2 mesi dalle elezioni regionali si produrrà un documento di contrarietà alla centrale e al metanodotto Snam indirizzato al governo giallo verde che però autorizzerà il progetto Snam per non pagare penali.

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Inferno tra centrale e metanodotto Snam dove incombe il Vallone Satanasso

Incidente 27.4.2011 Sorgente immagine Bergamo sera

Alluvioni, movimenti di terra e detriti dal vallone dell’inferno (tra Sulmona e Pescocostanzo – Aq) aggiungono rischi ai tanti che già pesano sulla valle Peligna per le faglie, l’inversione termica e per la costruzione della centrale di spinta del metano e la realizzazione del tracciato del Rete adriatica, tratto Sulmona-Foligno. Frazione del progetto che è in fase conclusiva di autorizzazione. Il Vallone dell’inferno ha una pessima fama purtroppo annebbiata dalle grinze del tempo. Giusto per rinfrescare la memoria proprio lì avvenne l’incidente del 27 aprile 2011 in cui morirono, in volo sull’area con un elicottero Elycompany, 2 persone, il pilota bergamasco Danilo Ricuperati, 31 anni, di Gazzaniga, e il tecnico modenese di 27 anni Matteo Franchini.

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Ecco la diffida al dipartimento per l’istruttoria del Sulmona-Foligno, ultimo passaggio prima dell’autorizzazione del Rete adriatica

É pronta la formale diffida al governo nazionale dimissionario, avanzata dal sottosegretario alla presidenza della giunta regionale, Mario Mazzocca. “Si invita formalmente codesto dipartimento/ufficio a non voler proseguire nella strada intrapresa” sottolinea nel documento il sottosegretario regionale con delega all’Ambiente.

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L’appello del sindaco dimissionario all’incontro di Paganica sul gasdotto Reteadriatica

L’Aquila. “Occorre dare un coordinamento, è importante. Tante piccole voci in un territorio così ampio rischiano di non essere incisive, ma se ci uniamo e siamo tutti insieme credo che il governo ci ascolterà” è l’appello del sindaco dimissionario di Sulmona Annamaria Casini che ha rassegnato le dimissioni dall’incarico di primo cittadino dopo la decisione del 22 dicembre della presidenza del consiglio dei ministri di deliberare favorevolmente per l’autorizzazione della centrale di spinta del metano a Sulmona, impianto che dalla Snam viene definito appendice del metanodotto Rete adriatica.

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Esplode il gasdotto e per il ministro Calenda é subito Emergenza

Non sfugge ai Comitati cittadini per l’ambiente il sostegno del ministro Calenda al Trans adriatic pipeline (Tap), gasdotto che la Puglia intera non vuole che una esplosione della condotta russa, in Austria, trasforma on salvifico per gli approvvigionamenti. In realtà il metano del Tap viene solo venduto all’Europa e quest’ultimo problema alle condotte è  la riprova che i gasdotti non sono affatto sicuri come vogliono far credere. 

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Esplosione in Austria e la Situazione precipita in Puglia e Abruzzo. Italia intubata col gas Azero non dipenderebbe più dalla Russia

Sulmona (Aq). Mentre il geologo Francesco Aucone critica la valutazione del rischio sismico dello Studio d’impatto ambientale (Sia) della Snam sul progetto Rete adriatica, per il tratto di 169 km del Sulmona-Foligno, la sala di palazzo San Francesco s’affolla di mille pensieri che si fanno strada tra il silenzio degli indifesi, dinanzi all’inevitabile. La situazione è precipitata davvero, oggi dalle ore 11 alle 18, per l’esplosione in una stazione austriaca di una condotta che trasporta gas russo all’Italia. Il bilancio umano dell’esplosione è purtroppo di un morto e di decine di feriti. É un’altra ragione che i vertici porranno innanzi giovedì (incontro rinviato) per autorizzare il progetto Snam, quello nato per vendere il gas all’Europa, ma definito strategico per gli approvvigionamenti energetici di non si sa chi! Da Brindisi a Minerbio, il metanodotto parte agganciandosi al Trans adriatic pipeline (Tap) in Puglia. Per giornalisti, politici e ministri ora servirebbe altro gas per riscaldare l’Italia perché l’incidente in Austria ha prodotto la chiusura del flusso di metano verso il nostro Paese, ma solo per 7 ore. L’erogazione di gas è ripresa alle ore 18 come dimostra il rilevamento dell’erogazione del gasdotto Tag (Trans gas austrian pipeline), di Tarvisio acquistato nel settembre 2014 dalla Snam.

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Erogazione gas Snam ripresa ore 18 registrata da Tarvisio Report-age.com 12.12.2017
Fonte Staffettaonline

E le conseguenze vengono ingigantite ad arte nella lunga notte di Porta a porta “L’Italia non può più dipendere dalla Russia” sottolinea nel programma televisivo di Rai 1, condotto dal giornalista Bruno Vespa, il ministro dello sviluppo economico. Carlo Calenda dichiara lo stato d’emergenza eppure “Non ci saranno problemi nelle forniture del gas” precisa il ministro. La nebbia sulla Penisola si dirada se è vero che l’Italia può contare su 6 giorni almeno di riserve di metano, se è vero che siamo lontani anni luce dalla crisi Ucraina del 2009 e se è ancora vero che già da questa notte, informano le veline austriache, l’erogazione di metano per il Bel paese sarà del tutto ripristinata. Travolti dagli eventi e dalla informazione di regime?

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La verità vi prego sulla Tap. La Puglia difende molto più degli ulivi. Emiliano niente Gassate!

Metanodotto esploso il 3.6.15

Infrastrutture della disonestà addosso ai cittadini di buona volontà in lotta contro le multinazionali che costringono l’ambiente nell’imbuto delle opere strategiche. Attorno a questo secolo buio, inquinato dai padroni, vorticano interessi tali da sommergere il ghiaccio dell’Antartide con tanto oro nero da imbrunire il Polo Sud intero. La Puglia è in rivolta, ma non difende solo gli alberi, in gioco c’è molto di più!

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Tap bloccata dai terreni vincolati ma per la società di può fare

Puglia. Terreni asserviti o temporaneamente utilizzati per il Trans Adriatic pipeline, ma l’esproprio finalizzato alla realizzazione del famigerato gasdotto Tap si blocca clamorosamente dinanzi ad un fondo della Regione Puglia, soggetto a vincolo perché 4 anni fa andò in fumo. Non sarebbe un problema per la società che costruisce per il gruppo Tap perché il termine soprassuolo indicato dalla legge 363/2000 e su cui sono imposti i vincoli non interesserebbe il tracciato del Tap. Eppure, per altri 11 anni, il terreno della Regione non potrà essere destinato ad attività diverse rispetto a quelle riferite a prima del rogo. La società della Tap è convinta che sarà possibile coltivare sul tubo, ma ancora per 6 anni, in quel terreno regionale, non sarà consentito costruire abitazioni o installarci insediamenti industriali. Il tubo invece per la multinazionale si può fare!

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Ad un passo da Centrale e Gasdotto Snam. Retroscena del Rete adriatica

Il dossier è frutto di una paziente ricerca giornalistica sul progetto Rete Adriatica. Il lavoro è in continua evoluzione perché  del metanodotto e della centrale di spinta almeno una fase di autorizzazione non sembra essere conclusa e diventa sempre più difficile avere informazioni sugli esiti delle procedure, in barba al principio di trasparenza. Il materiale e a disposizione di chiunque, è il minimo però indicare l’autrice, Maria Trozzi e collegare le informazioni estrapolate da questa pagina al blog Report-age.com senza alterazioni.

Faglia profonda: nel Morrone c’è di più Cippo dei Callitani

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Sulla centrale incombe il Vallonbe dell’inferno

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