Tag: appennino ecosistema

Danni Permanenti per 12ha di Faggete accertati dall’esposto di Appennino Ecosistema

L’Aquila. I danni sono permanenti e interessano ben 12 ettari (ha) di territorio nel Parco nazionale della Maeilla. La causa del taglio scoperto a novembre degli alberi, Faggi, è un intervento messo in atto a quanto pare da un’impresa boschiva del Sud probabilmente ripetuto anche nel corso degli anni. Soprattutto il passaggio delle ruspe sull’area, complice quest’anno il maltempo, ha compromesso irrimediabilmente un habitat importantissimo dal punto di vista europeo.

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Danni a Fonte Romana: il Ministero chiede verifiche a Parco e Carabinieri dopo l’esposto di Appennino Ecosistema

É appena arrivata, ad Appennino Ecosistema, una nota del Ministero dell’Ambiente che intima all’ente Parco e ai Carabinieri Forestali d’indagare sull’enorme cantiere forestale, a scopi commerciali, che a Fonte Romana/difesa di Pacentro (Aq) interessa un habitat prioritario, cioè a massima protezione europea, in piena Zona B del Parco nazionale della Majella.

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Il motocross non è popolare su tratturi, mulattiere e piste forestali, presto il divieto

Lama Bianca Maiella Foto 2 Maria trozzi con sfondo il Gran Sasso D'Italia Report-age.com 2017Presto potrebbe essere vietato il transito di moto, quad o fuoristrada su piste forestali, mulattiere e tratturi dove si potrà andare a piedi o in mountain bike oppure a cavallo. La IX Commissione trasporti della Camera ha dato il via libera alle proposte di modifica del Codice della strada. La notizia, postata sulla bacheca Facebook dell’associazione Appennino ecosistema, in meno di 48 ore raggiunge quota 3 mila 600 visualizzazioni. Questo a testimonianza di come la questione sia sentita anche in Abruzzo. La modifica era attesa e sollecitata dagli enti parco, da Federparchi, dal Cai, e dalla Regione Emilia Romagna che, tempo fa, si erano fatti promotori di una proposta simile a quella approvata dalla Commissione trasporti. Non la prende bene il mondo del motociclismo e, dall’altra parte della barricata, un titolone a mezza pagina campeggia sul sito ufficiale della categoria in cui alla notizia è data una chiave di lettura piuttosto drammatica al limite del catastrofico: Sentieri chiusi a mezzo milione di moto: conseguenze disastrose! Federazione motociclistica italiana (Fmi) denuncia un potenziale danno di 3 miliardi di euro, non è dato sapere i criteri di calcolo per le ingenti perdite economiche segnalate. Fmi lancia anche un allarme sulla fine di fatto dell’attività sportiva offroad e rischi per la Protezione civileÉ la fine del mondoStrano a dirsi però, proprio nelle modifiche al codice si prevedono eccezioni al divieto e dunque è consentito il transito di veicoli a motore e rimorchi anche per necessità di vigilanza, soccorso e protezione civile.

In 30 articoli si introduce così una nuova classificazione delle strade di “viabilità forestale, sentiero, mulattiera e tratturo”. Si ridefinisce il concetto di sentiero e mulattiera come strada che, per caratteristiche dimensionali e tecniche, è destinata all’esclusivo passaggio di pedoni, velocipedi e animali, fatto salvo il transito occasionale di veicoli a motore e rimorchi per scopi connessi ad attività agro-silvo-pastorali autorizzate, di servizio, vigilanza, soccorso e protezione civile, nonché ai fini dell’accesso al fondo e all’azienda degli aventi diritto. A Greenreport il presidente dell’ente Parchi Emilia centrale, Giovanni Battista Pasini, auspica  una rapida e definitiva approvazione, delle modifiche al codice della strada, da parte del Parlamento. In breve è fatto divieto di transito per le moto e gli altri mezzi motorizzati, salvo le eccezioni.

Con l’introduzione dell’articolo 1 nel codice della strada si inserisce una nuova modalità di classificazione delle strade viabilità forestale, sentiero, mulattiera e tratturo modificando così  l’articolo 2, commi 2 e 3, del codice. Queste strade sono destinate, per caratteristiche dimensionali e tecniche, all’esclusivo passaggio di pedoni, velocipedi e animali, fatto salvo il transito occasionale di veicoli a motore e rimorchi per scopi connessi ad attività agro-silvo-pastorali autorizzate, di servizio, vigilanza, soccorso e protezione civile, nonché ai fini dell’accesso al fondo e all’azienda da parte degli aventi diritto». É modificato anche l’articolo 3, comma 1 del codice e viene rinnovata la definizione di cui al n. 48 del comma di sentiero o mulattiera o tratturo. In breve, sono aggiunte alcune specificazioni che distinguono i sentieri dalle mulattiere: la larghezza del sentiero è tale da permettere il passaggio di una sola persona per volta in uno dei 2 sensi di marcia. La mulattiera è tale da permettere il passaggio di una fila di animali da soma a pieno carico in uno solo dei due sensi di marcia per volta. Si precisa che il percorso o la strada possono essere anche parzialmente o totalmente provvisti di ghiaia e/o massicciata e dotati di opere per lo sgrondo delle acque e/o di sostegno laterale o trasversale per rendere possibile il transito anche in condizioni di fondo bagnato. Si prevede che entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge il ministero delle infrastrutture e dei trasporti e le regioni procedano alla definizione delle norme funzionali e geometriche per la costruzione, il controllo ed il collaudo della viabilità forestale nonché le categorie di veicoli ammessi alla circolazione su di essa. Viene inoltre introdotta la nuova definizione di «viabilità forestale» (aggiungendo il numero 48-bis). Si autorizza infine il Governo a modificare l’articolo 122 del Regolamento di esecuzione».

mariatrozzi77@gmail.com

Dubbi sul bando per la tutela degli Habitat seminaturali

Ci vorrebbe ben altro per assicurare la conservazione della biodiversità. Incentivi agli agricoltori per non sfalciare, per non bruciare, per non usare pesticidi ed erbicidi, questo occorrerebbe. L’impressione è che la tutela della biodiversità potrebbe essere un pretesto per assegnare fondi agli agricoltori amici e il dubbio resta anche per l’avviso di attivazione della Misura 10 del Programma di sviluppo rurale (Psr) 2014/2020 ‘Tutela degli habitat seminaturali per la conservazione della biodiversità’. 

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Ostaggi del Parco regionale Sirente Velino, saranno liberi con l’approvazione del Piano del Parco

Rocca di Mezzo (Aq). Il Parco Sirente Velino ha finalmente avviato la procedura per l’approvazione del Piano del parco, attesa da oltre 20 anni. Lo ha dichiarato a Rocca di Mezzo (Aq) il Commissario regionale del parco, Annabella Pace, nel corso di un incontro con il neo presidente dell’associazione Appennino Ecosistema, Maria Di Gregorio, al quale ha partecipato anche il Direttore del parco Oremo Di Nino.

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Caccia: salve le aree protette. Ora salviamo gli animali

L’Aquila. È vinta la battaglia sulle aree protette, è sospesa l’efficacia del calendario venatorio 2016/17 della Regione per quanto riguarda l’estensione del periodo di caccia fino, a gennaio, per alcune specie avifaunistiche (Beccaccia, Cesena, Tordo bottaccio, Tordo sassello). Così dispone l’ordinanza del Tribunale amministrativo regionale che accoglie il ricorso del Wwf Italiae e rinvia ad una seconda udienza, si terrà ad ottobre 2017, per la trattazione di merito della questione caccia in Abruzzo. 

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Da Parco Regionale a Nazionale per impedire la distruzione del Sirente-Velino

Messe alle strette “dall’incapacità dell’amministrazione regionale di gestire un’area così importante come quella del Parco regionale Sirente-Velino” i cui confini sono stati scalfiti senza criterio, le associazioni ambientaliste concordano sull’idea lanciata dall’associazione Appennino ecosistema di trasformare il Parco regionale del Sirente in Parco nazionale. Per gli ecosistemi e le specie protette, nel grande massiccio del  Velino-Sirente, potrebbe essere una soluzione alle quotidiane minacce dei cementificatori. La proposta è condivisa anche da una importante associazione abruzzese,  Salviamo l’orso.

Foto di copertina Maria Trozzi

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