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Enel e Parco concordano una gestione che non danneggi il Lago di Barrea

L’Aquila. Del periodico svuotamento del Lago di Barrea si è discusso ieri alla Prefettura dell’Aquila. Dall’incontro tra i rappresentanti di Enel green power e Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise nasce l’impegno a organizzare insieme la migliore gestione possibile per il bacino artificiale le cui capacità idriche sono a disposizione non solo di una società, ma di un’intera comunità che vive in un Ambiente di cui il Lago è il cuore pulsante.

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Faggete di Villavallelonga, Pescasseroli, Lecce nei Marsi e Opi da riconososcere come Patrimonio Unesco

Pescasseroli (Aq). In primis l’antica faggeta della val Cervara a Villavalelonga riconosciuta dall’Università della Tuscia, di Viterbo, poi le altre vetuste foreste di Pescasseroli, Lecce nei Marsi e Opi. Così è partita l’idea per il riconoscimento di   Patrimonio dell’Unesco a queste foreste e mentre il procedimento è in corso il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise si rifornisce di materiale per far conoscere le bellezze naturali d’Abruzzo.

Foto di Copertina G. D. M. T.
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Salvata la progenie della bella Rosalia nel Parco nazionale d’Abruzzo

Rosalia alpina nei tronchi da ardere Report-age.com 2015Opi (Aq). Sarebbero finite arrostite le larve di Rosalia alpina non ancora sviluppate, il processo richiede tempo, in alcuni casi fino a anni. A salvare la stirpe dell’elegante coleottero dalla livrea blu, garantendo l’integrità delle culle, ossia i tronchi da bruciare nei caminetti quest’inverno, sono stati i ricercatori che censiscono le popolazioni dei coleotteri, grazie ad un progetto europeo. Alcuni hanno persino filmato la deposizione delle uova dei coleotteri nella legna ad uso civico inviando i video ai ricercatori che hanno informato il Parco nazionale d’Abruzzo. Così gli investigatori della biodiversità, impegnati nel progetto Life Mipp coordinato dal Corpo forestale dello Stato, hanno segnalato che la Rosalia alpina quest’anno ha scelto proprio la legna da ardere per riprodursi ad Opi, nell’area della Val Fondillo, scavando minuscole gallerie proprio nei tronchi assegnati alla popolazione dei Comuni del parco con diritto di legnatico, per riscaldare le abitazioni nel lungo inverno montano, ma questa volta senza danni per la biodiversità perché il Pnalm ha comprato i tronchi colonizzati.

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Maltrattamento di animali: denunciati allevatori del Pnalm

Allevamenti nel Pnalm Report-age.com 2015Bisegna (Aq). Morti di fame e infestati da zecche queste le probabili cause del decesso dei 20 bovini trovati a Bisegna nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Le carcasse seminate nell’area protetta hanno fatto scattare l’allarme e, dopo una serie di segnalazioni, è partita l’indagine degli agenti del Coordinamento territoriale per l’ambiente del Corpo forestale dello Stato coordinati dalle Guardie del parco. Il controllo  è stato effettuato le scorse settimane con ripetute ricognizioni. Continua a leggere “Maltrattamento di animali: denunciati allevatori del Pnalm”

Il Pnalm risponde a Salviamo l’orso: “Ognuno faccia la sua parte”

Mucca Pesco Foto Maria Trozzi report-age.com 2014

Pescasseroli (Aq). L’Associazione Salviamo l’orso, con un comunicato stampa diffuso ieri, così come aveva già fatto in passato, torna ad esprimere la propria preoccupazione sul focolaio di Tubercolosi aperto nel mese di agosto in un allevamento di Gioia dei Marsi (Aq) e a tutt’oggi non ancora chiuso. Continua a leggere “Il Pnalm risponde a Salviamo l’orso: “Ognuno faccia la sua parte””

Focolaio di tubercolosi nel Pnalm. Salviamo l’orso: ”Istituire zona infetta e intensificare i controlli”

Orso, mamma e figlio Immagine di copertina, fonte http://linkursore.altervista.org/wp-content/uploads/2014/03/Mamma-e-figlio-orso.jpg
Fonte immagine

L’Aquila. Sarebbe fuori controllo, da qualche anno ormai, un focolaio di tubercolosi bovina nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.  I problemi nono sono solo per l’orso bruno marsicano, ad alto rischio di estinzione e che potrebbe scomparire improvvisamente, ma anche per l’uomo. Salviamo l’Orso teme che la possibile diffusione della malattia non sia monitorata e ci siano seri rischi per tutta la fauna selvatica del Pnalm oltre che per le persone che vivono nel territorio e per i visitatori ed è per questo che l’associazione chiede l’istituzione di una zona infetta e maggiori controlli sanitari e di sorveglianza così come, da tempo, il ministero della salute ha chiesto per l’area protetta ritenendo necessari la bonifica e monitoraggi accurati sulla fauna selvatica.  Continua a leggere “Focolaio di tubercolosi nel Pnalm. Salviamo l’orso: ”Istituire zona infetta e intensificare i controlli””