Rosello: orso in giro da mesi, si pappa un vitello e una mucca

Dovrebbe scattare il protocollo di protezione e sarebbe stato utile informare della presenza di un Orso bruno marsicano prima di oggi, visto che a Rosello (Ch) è da mesi che ci sono tracce e indizi della presenza del plantigrado. Ora sarà un po’ più complicato proteggerlo, ma le condizioni di qualche mese fa favorivano la riservatezza per l’orso, a differenza di oggi che su va a caccia. Read more

Pacentro. Gregge sterminato dai lupi, presidi notturni organizzati nell’area

Pacentro (Aq). Ieri notte una dozzina di pecore del gregge della famiglia Lalama, in località Vetoli, sono state uccise da un branco di Lupi. L’assalto è tra i più gravi accaduti in questi anni, è avvenuto a 200 metri di distanza dalla struttura ricettiva Posta pacentrana (da Sulmona) e l’episodio ha costretto ad organizzare gli allevatori dell’area con un presidio di sicurezza, almeno per questa notte.  Read more

Il 5 agosto la Rassegna ovini: ritorno alle origini

Castel del Monte (Aq). Un ritorno alle origini per la 59esima edizione della Rassegna degli ovini che animerà le valli della Piana di Campo Imperatore. Stop agli ambulanti quest’anno e speriamo senza altri danni per l’area protetta dove lo scorso anno un incendio ha mandato in fumo fonte Vetica, 300 ettari  di bosco e di questo 11 ettari di pregiate faggete del parco nazionale del Gran Sasso, a quanto pare per un barbecue fuori controllo con 5 ragazzi accusati di essere i responsabili dell’incendio, rinviati a giudizio a maggio. Read more

Botti Capodanno pronta l’ordinanza. Quest’anno il divieto sarà esteso a tutta Sulmona salvi gli spettacoli pirotecnici autorizzati

Sulmona (Aq). L’amministrazione comunale fa di più quest’anno ed estende il divieto di accendere petardi, botti e artifici pirotecnici di ogni genere a tutto il territorio comunale il provvedimento al vaglio della prefettura dell’Aquila salvaguarda le tradizioni e garantisce gli spettacoli pirotecnici autorizzati e realizzati nel pieno rispetto della normativa vigente.

Aggiornamento

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Federparchi e associazioni contro le attività cinofile nelle aree protette

Parte la protesta contro la norma che consente le attività cinofile nelle aree protette e mette a rischio specie protette come orso e camoscio. Scendono in campo ufficialmente Federparchi, Iaap, Legambiente, Wwf, Italia nostra, Lipu, Pro natura, Fai, Ambiente e/è vita, Salviamo l’Orso, Dalla parte dell’Orso, Mountain wilderness, Appennino ecosistema.

Foto Maria Trozzi

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Liquami nei terreni pari a 50 piscine olimpioniche. La Forestale sequestra allevamento

L’Aquila. Il fiume Aterno è invaso dai liquami prima sparsi sui terreni adiacenti a un allevamento intensivo di Capitignano (Aq). Le carcasse di alcuni animali accatastate in alcune fosse, è lo scenario da brivido che si è presentato agli agenti dei Nuclei speciali del  Corpo Forestale impegnati in una complessa indagine su un allevamento intensivo e dei reflui finiti nei terreni circostanti l’azienda. Nel corso di un anno il quantitativo di liquami scaricati riempirebbe 50 piscine olimpioniche, chiarisce il comandante provinciale del Cfs, Nevio Savini, alla guida delle operazioni di controllo. L’allevamento è sotto sequestro, alcuni animali dell’azienda venivano trasformati in salumi per brands (marchi prestigiosi) del Nord. E ancora non si ha traccia di 20 mila m³ di reflui suinicoli. 

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Più violazioni nel Parco Sirente Velino, ma con i Forestali i trasgressori non la spuntano

Secinaro (Aq). S’intensificano i controlli nel Parco regionale Sirente Velino e per i trasgressori non c’è scampo con gli agenti del Corpo forestale dello Stato guidati dal Comandante della Regione Umbria, Guido Conti. Sono più che raddoppiati gli illeciti amministrativi accertati nell’area dei monti Velino e Sirente e i forestali hanno denunciato 35 trasgressori, 4 in più rispetto al 2014.

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Selvatici vettori della Tbc? Non è così per gli ambientalisti preoccupati della riapertura al pascolo dell’area infetta

Foto Stefano Tribuzi
Foto Stefano Tribuzi

L’Aquila. Qualcuno è ancora pronto a giurare che le infezioni di Tubercolosi bovina nel Pnalm siano state determinate dalla fauna selvatica e non dal bestiame domestico. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire replicano le associazioni ambientaliste che non ci stanno alle accuse lanciate dal mondo agro pastorale, lo stesso che punta il dito sulla fauna selvatica dell’area protetta soprattutto quando si chiudono i rubinetti dei contributi pubblici. Ciò che preoccupa gli ambientalisti e soprattutto la possibilità che la prossima estate sia aperta al pascolo proprio l’area infetta.

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