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Abbattere il Ferro di cavallo? Pettinari: ‘Non è una soluzione senza controlli continui e operazioni di polizia’

Abbattere il Ferro di cavallo a Pescara, così via Lago di Borgiano, le case popolari di via Rigopiano è  tra le  proposte, in tema di sicurezza, che il Movimento 5 stelle ha avanzato per Pescara, anche durante la campagna elettorale, e che ora qualcuno vuole copiare. “Rappresentata sicuramente uno dei tantissimi interventi per bonificare l’assetto urbanistico di un territorio diventato ghetto, ma è pericolosissimo sotto l’aspetto sociale se, nel contempo, non si adottano  misure repressive che noi del M5s chiediamo ormai da anni” interviene il vice presidente del consiglio regionale Domenico Pettinari. Continua a leggere “Abbattere il Ferro di cavallo? Pettinari: ‘Non è una soluzione senza controlli continui e operazioni di polizia’”

Cinghiali. Pepe: “400 mila euro per valorizzarne la carne”

La carne di cinghiale sarebbe da valorizzare, ne sono convinti in Regione “migliaia di capi ogni anno vengono abbattuti sia durante la caccia sia durante le operazioni di controllo, di fatto non sono disponibili per il mercato” è riferito in una nota dell’assessorato all’agricoltura. 

Una brillante iniziativa risolverebbe i problemi di sovrappopolamento e i danni agli allevatori, si tratta di un bando relativo alla selezione dei progetti di cooperazione di microfiliera. Sarebbe la prima fase di attuazione dei Progetti integrati di filiera (strategia del Psr Abruzzo 2014/2020). “Il progetto prevede un migliore approccio dei mercati relativamente alla carne di cinghiale, prodotto ritenuto di nicchia, prevedendo l’attivazione di una filiera di controllo sia sanitario che di qualità, che faccia anche emergere le reali dimensioni economiche dovute alla compravendita del prodotto” dichiara l’assessore regionale all’agricoltura Dino Pepe. Di quali cinghiali si tratta però non è chiaro. Di certo per quelli d’allevamento non c’è scampo, ma per gli altri?

“Anche al fine di affrontare la preoccupante problematica afferente il contenimento dei danni causati dalla prolificazione degli ungulati, il bando prevede una specifica riserva di risorse (400 mila euro) destinate a finanziare le imprese agricole regionali che, unitamente alle associazioni di categoria e potenziali operatori di filiera presentano progetti finalizzati alla valorizzazione in loco della selvaggina, in particolare dei cinghiali abbattuti o catturati – è indicato nella nota della Regione in cui si dimentica che trattandosi di fauna selvatica i cinghiali appartengono al patrimonio indisponibile dello Stato dunque intoccabili oltre che immangiabili. Prosegue il farneticante comunicato – Questa misura prevede la trasformazione e l’avvio di queste produzioni anche alla grande distribuzione consentendo agli agricoltori di aprire attività di trasformazione e vendita delle carni di cinghiale da avviare al mercato”. La misura, darebbe impulso alla commercializzazione delle carni di cinghiale in barba allo Stato. Secondo Pepe, il “progetto di microfiliera dovrà essere realizzato attorno ad un business plan di filiera in cui sono indicate le problematiche da affrontare e sono individuate le strategie per raggiungere gli obiettivi fissati, nonché i soggetti coinvolti e le modalità che si intendono adottare per concretizzare le azioni scelte. Il progetto può prevedere una serie di azioni organiche di carattere orizzontale tese a creare o a rafforzare i rapporti della filiera, che coinvolgono un insieme di aziende appartenenti a diversi segmenti della filiera stessa come produttori agricoli, macellatori, trasformatori, distributori di prodotti finiti. Sul sito e sulla piattaforma è stato pubblicato il bando. La scadenza delle presentazione delle domande di partecipazione alla selezione è prevista per le ore 14 del 30 settembre 2017″ conclude l’assessore Dino Pepe. Tanto, troppo fumo negli occhi!

Eliminare i lupi: la soluzione per un presunto ripopolamento. Il ministero dell’ambiente già pensa ad abbatterli

Non è certo un ripopolamento dei lupi, ma anche se fosse l’unica soluzione che riescono a elaborare è vecchia come il cucco per chi li considera un business tra pellicce e carne. Avevamo intuito che qualcosa stavano escogitando, ma che uscisse fuori tanto presto davvero no. La scelta sarebbe giustificata dalla ricerca di un equilibrio tra la specie selvatica e l’attività umana. La scelta è purtroppo quella di abbattere i lupi. L’opzione che si profila all’orizzonte è stata cotta a puntino da alcuni media pilotati che in questi mesi si sono spesi con cura a resuscitarlo, in alcuni casi ne hanno raccontato le apparizioni come fosse una minaccia. Non piace a nessun essere pensante l’idea di eliminarlo, figuriamoci al Wwf che ribadisce la propria contrarietà a questa ipotesi che negli ultimi tempi fa breccia nei bracconieri convinti che abbattere individui di alcune popolazioni locali di lupo, così come previsto dal Piano d’azione nazionale della specie in via d’approvazione, possa essere utile.

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Addio alla Nucella americana, l’Ailanto di Molina Aterno: l’olmo

L'olmo popolare, l'albero del Paradiso
L’albero del Paradiso

Molina Aterno (Aq). Oltre un secolo di vita per il vecchio Ailanto di Molina Aterno (Ailanthus altissima), l’albero del Paradiso, l’albero degli dei, è stato tagliato la scorsa settimana. Era gravemente malato e non si poteva  fare altrimenti.

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