Ricerche d’idrocarburi Autorizzate sullo Ionio, è un Pugno nello Stomaco

Bisognerebbe spiegare al ministro dello sviluppo economico, Luigi Di Maio, che le trivellazioni  seguono sempre le ricerche di idrocarburi dunque non può far apparire agli occhi dei suoi un fatto meno grave l’autorizzazione a scovare energia fossile perché estrarla nel Mar Ionio sarà solo il momento successivo purtroppo.

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Trivelle ed Ombrina: A Ciascuno il Suo!

Ve la ricordate la lotta contro le trivelle condotta per impedire l’installazione di altri pozzi di Ombrina mare così per spazzare via le piattaforme nelle 12 miglia dalla costa? Una grande battaglia che in queste ore è la bandiera tirata giù dal letto da sventolare per una campagna elettorale.  Read more

3 milioni di spari nel mare di S.Maria di Leuca. D’Orsogna lancia l’allarme

L’esplorazione sismica […] può comunque determinare un impatto negativo sulla comunità ittica e le altre specie alieutiche, è scritto nella Valutazione d’impatto ambientale per la Edison 3D e la Petroceltic, sul progetto di ricerca, per mezzo di airgun, che interesserà 300 km² di mare a Santa Maria di Leuca, in Puglia. Dunque è chiaro che l’air gun può nuocere alla fauna ittica e nel suo blog la ricercatrice Maria Rita D’Orsogna, fisico e docente universitario della California State university at Northridge, affronta la questione, calcoli alla mano, del progetto che tradotto significa: 3 milioni di spari nel mare, 24 ore su 24 (H24), con 33 airgun e altri di riserva. Un trambusto di queste dimensioni lascerà sicuramente un segno indelebile fuori e dentro i fondali marini.

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Zingaretti: Sì al Referendum, un mare da difendere dal petrolio

“Il Mediterraneo è un mare prezioso che nutre e abbraccia paesi e popoli diversi tra loro. Il Mediterraneo è anche un mare chiuso, uno sversamento comporterebbe danni irreparabili in tutte le sue coste. Il mare è un bene comune, spetta a noi proteggerlo” lo dice l’attore e attivista Luca Zingaretti nello spot del Wwf per il referendum sulle trivelle.

#unmaredisi

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Far West di trivelle oltre le 12 miglia dalla costa adriatica, ecco la mappa

Sono milioni gli ettari richiesti dai petrolieri per farsi spazio dal delta del Po sino al Salento, in alcune aree poi sono previsti 3 passaggi per scandagliare i fondali marini con esplosioni tramite il sistema airgun. Per i grandi progetti di trivellazione e ricerca nel mare Adriatico manca una Valutazione ambientale strategica e le Valutazioni di impatto cumulative e transfrontaliere, serve una moratoria immediata e occorre agire a livello comunitario. I movimenti ambientalisti si organizzano  e il 17 gennaio si danno appuntamento a Termoli.

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‘Stop alla Conferenza per autorizzare Ombrina’ 8 associazioni scrivono al Mise

Stop alla conferenza dei servizi, si rispetti la legge” chiedono in una lettera, indirizzata al Ministero dello sviluppo economico, i responsabili nazionali di Greenpeace, Wwf, Legambiente, Marevivo, Touring club, Pro natura, Fai e Italia nostra.

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Legambiente e Wwf: il Parco della Costa teatina deve essere Nazionale

Piattaforma rospo mare a Punta Aderci Report-age.com 2015

L’idea di un parco regionale marino per fronteggiare la lotta contro la petrolizzazione, in alternativa al costituendo Parco nazionale della costa teatina, non piace in provincia di Chieti e in Abruzzo. Il Parco deve essere nazionale perché è l’unico vero baluardo contro la petrolizzazione, la istituenda area protetta nazionale sulla costa dei Trabocchi garantirebbe un modello di green economy. Per Wwf e Legambiente il punto di svolta è il Parco Nazionale della Costa teatina pronto per essere decretato e la sua forza è proprio nella sua valenza nazionale. 

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Risoluzione per il Referendum contro le trivelle entro le 12 miglia dalla costa

L’Aquila. Il Consiglio regionale impegna i presidenti della giunta, Luciano D’Alfonso, e del consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, a sottoporre entro tempi strettissimi al consiglio regionale il quesito referendario per l’abrogazione delle disposizioni dell’art. 35, comma 1 del decreto legge 83 del 22 giugno 2012, ovvero il famigerato decreto Passera che purtroppo ha rispolverato i vecchi progetti di trivellazione i cui procedimenti, in itinere con l’entrata in vigore del decreto Prestigiacomo del 2010, da quest’ultimo erano stati bloccati perché si trattava di progetti di trivellazione entro le 12 miglia dalla costa). Con lo spauracchio di vietare trivellazioni nelle 12 miglia dalla costa, l’atto governativo purtroppo ha fatto salvi i progetti in corso di approvazione nel 2010 ed il provvedimento dell’esecutivo è stato convertito, con qualche insignificante modifica, in legge n. 134, il 7 agosto 2012. Nel caso in cui l’assise regionale approvi la richiesta del quesito, la relativa delibera regionale sarà comunicata ai consigli regionali delle altre regioni con l’invito ad adottare uguale deliberazione (art. 10, legge 352/1970). 

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Petrolizzazione: Mazzocca lancia il Referendum Abrogativo delle ‘Prepotenze legislative’

L’Aquila. La Regione raccoglie l’invito del coordinamento nazionale No triv e A Sud onlus di indire un Referendum abrogativo dell’art. 35 (comma 1, Dl 22 giugno 2012, n. 83 (Decreto sviluppo convertito con modificazioni dalla Legge 7 agosto 2012 n. 134) che di fatto rischia di trasformare l’Abruzzo in un distretto minerario per gli idrocarburi. L’obiettivo è riaffermare il modello di sviluppo sostenibile per la regione verde d’Europa.

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