Categoria: Report

I casi trattati

Le associazioni ambientaliste ammesse come parte civile nel procedimento per l’acqua del Gran Sasso

Wwf, Legambiente, Cittadinanzattiva e Club Alpino italiano sono stati ammessi come parte civile nel procedimento penale a Teramo a seguito dell’incidente dell’8 e 9 maggio 2017 che comportò il divieto di consumare acqua per quasi tutta la provincia di Teramo.

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Centinaia di scienziati chiedono la Moratoria sul 5G finchè non siano chiariti i rischi con studi indipendenti

Il Wwf invoca il principio di precauzione per la tecnologia 5g per 2 casi che tengono alta in Abruzzo l’attenzione su questa problematica.

Il Comune di Pescara sta avviando la fase consultiva sul Regolamento antenne mentre il Comune di Chieti, con Regolamento approvato (all’unanimità) da qualche mese è stato chiamato a difenderlo di fronte al Tribunale amministrativo regionale ( Tar) per via di un ricorso della Tim che ne contesta alcuni passaggi, a cominciare proprio dalla norma cautelare che vieta il 5g sino a quando non ne sia provata l’innocuità per i cittadini.

È il caso di ricordare che la tecnologia 5g utilizzerà frequenze più elevate e onde millimetriche, oltre alle microonde oggi impiegate per le telecomunicazioni di seconda, terza e quarta generazione, spiega l’assicurazione ambientalista. È una differenza sostanziale. Il 5g ha copertura limitata ed è soggetta a interferenze causate da muri, alberi e, pare, persino dalla pioggia. Quindi, perché possa funzionare a dovere, ha bisogno di antenne sì molto più piccole, ma assai numerose, addirittura 800 stazioni base per km quadrato, microcelle con un raggio di azione di 20 metri contro le macrocelle da 2-15 km delle tecnologie 3 e 4g.

La conseguenza pratica è che la popolazione e l’ambiente saranno costantemente esposti, senza che ci sia ad oggi alcuna certezza sulla innocuità delle radiazioni emesse da questo spettro di banda.

“Del resto pure le tecnologie attualmente in uso sono state accolte e usate con superficiale disattenzione sottolinea il Wwf Chieti Pescara – Oggi a fronte di una immensa pressione anche mediatica che esalta i vantaggi del progresso tecnologico, comprensibilmente sponsorizzata dall’industria delle telecomunicazioni, solo una minoranza di medici e di ricercatori ha compiuto studi sull’impatto sanitario che potrà avere il tanto propagandato Internet delle cose.

È ovvio che se colloquiare con gli elettrodomestici di casa attraverso il Web dovesse comportare rischi per il benessere dei nostri figli e di noi stessi, occorre allora un approccio prudente nei confronti di questa novità.

Il punto è che i governi, a ogni livello, sono tenuti a occuparsi della salute prima ancora che di economia.

Anche l’Europa, sponsor delle innovazioni tecnologiche propagandate come necessarie per l’intelligence e di un mondo sempre più in competizione, in realtà vive una irrisolta contraddizione tra la spinta alla crescita e l’applicazione del principio di precauzione, da anni invocata dall’Agenzia europea dell’ambiente, che peraltro chiede ai governi di informare di più e meglio i cittadini dei potenziali rischi connessi anche alle attuali tecnologie.

È una differenza sostanziale. Il 5g ha copertura limitata ed è soggetta a interferenze causate da muri, alberi e, pare, persino dalla pioggia. Quindi, perché possa funzionare a dovere, ha bisogno di antenne sì molto più piccole, ma assai numerose, addirittura 800 stazioni base per km quadrato, microcelle con un raggio di azione di 20 metri contro le macrocelle da 2-15 km delle tecnologie 3 e 4g.

La conseguenza pratica è che la popolazione e l’ambiente saranno costantemente esposti, senza che ci sia ad oggi alcuna certezza sulla innocuità delle radiazioni emesse da questo spettro di banda.

“Del resto pure le tecnologie attualmente in uso sono state accolte e usate con superficiale disattenzione sottolinea il Wwf Chieti Pescara – Oggi a fronte di una immensa pressione anche mediatica che esalta i vantaggi del progresso tecnologico, comprensibilmente sponsorizzata dall’industria delle telecomunicazioni, solo una minoranza di medici e di ricercatori ha compiuto studi sull’impatto sanitario che potrà avere il tanto propagandato Internet delle cose.

È ovvio che se colloquiare con gli elettrodomestici di casa attraverso il Web dovesse comportare rischi per il benessere dei nostri figli e di noi stessi, occorre allora un approccio prudente nei confronti di questa novità.

Il punto è che i governi, a ogni livello, sono tenuti a occuparsi della salute prima ancora che di economia.

Anche l’Europa, sponsor delle innovazioni tecnologiche propagandate come necessarie per l’intelligence e di un mondo sempre più in competizione, in realtà vive una irrisolta contraddizione tra la spinta alla crescita e l’applicazione del principio di precauzione, da anni invocata dall’Agenzia europea dell’ambiente, che peraltro chiede ai governi di informare di più e meglio i cittadini dei potenziali rischi connessi anche alle attuali tecnologie.

La giurisprudenza ha sancito anche ai massimi livelli (Cassazione, sentenza 17438/2012) come siano da tenere in maggior credito gli studi indipendenti rispetto a quelli finanziati da compagnie di telecomunicazioni o comunque svolti da autori in situazione di conflitto di interessi. Ebbene numerose ricerche non sponsorizzate invitano alla prudenza nell’uso dei telefonini mentre una ampia parte della comunità scientifica, e in particolare quella del settore medico, teme impatti negativi legati all’aumento di esposizione connesso al 5g.

Gli appelli alle Nazioni Unite (2015) e all’Unione europea (2017) per una moratoria sul 5g, fino a quando studi indipendenti non abbiamo chiarito i rischi potenziali per la salute è per l’ambiente, sono stati sinora firmati da oltre 260 scienziati di tutto il mondo!

Ebbene numerose ricerche non sponsorizzate invitano alla prudenza nell’uso dei telefonini mentre una ampia parte della comunità scientifica, e in particolare quella del settore medico, teme impatti negativi legati all’aumento di esposizione connesso al 5g.

Gli appelli alle Nazioni Unite (2015) e all’Unione europea (2017) per una moratoria sul 5g, fino a quando studi indipendenti non abbiamo chiarito i rischi potenziali per la salute è per l’ambiente, sono stati sinora firmati da oltre 260 scienziati di tutto il mondo!

Riclassificare la Strada Regionale 479 Sannite in Strada Statale

Una risoluzione impegna la giunta regionale a riclassificare la Regionale 479 Sannite in strada statale,. Iniziativa promossa dal consigliere regionale M5s Giorgio Fedele che ha raccolto l’appello delle Comunità montane dell’area.

Foto di copertina Maria Trozzi Continua a leggere “Riclassificare la Strada Regionale 479 Sannite in Strada Statale”

La Mascherina d’argento si farà e sul Palco del Caniglia

Sembrano superate alcune delle tante criticità riscontrate per festeggiare il Carnevale a Sulmona (Aq) tra gli eventi, presentati questa mattina dall’assessore comunale Manuela Cozzi, fortunatamente non manca la Mascherina d’argento manifestazione che rischiava di non essere garantita quest’anno, ma che si terrà fortunatamente sul palco del teatro Maria Caniglia, non sul Pacifico come era stato proposto.  Le mascherine si ritroveranno il 23 febbraio alle ore 16 per la 52esima edizione del concorso sulmonese dedicato ai bimbi dai 3 ai 10 anni. Continua a leggere “La Mascherina d’argento si farà e sul Palco del Caniglia”

In Europa il Pd ha votato a favore di Centrale e Metanodotto Sulmona-Foligno. Gli ambientalisti Peligni intervengono

Il Parlamento europeo ha approvato, la scorsa settimana, la nuova lista (4) delle infrastrutture energetiche finanziabili dall’Ue che comprende 32 progetti che riguardano il gas. I Comitati cittadini per l’ambiente intervengono per sottoineare  che tra questi progetti è ricompreso il metanodotto Sulmona-Foligno e la centrale di compressione  Snam di Sulmona in area a massimo rischio sismico. Come anticipato anche dal quotidiano la Notizia. Continua a leggere “In Europa il Pd ha votato a favore di Centrale e Metanodotto Sulmona-Foligno. Gli ambientalisti Peligni intervengono”

Piombo nel Pvc: veto sulla proposta di aumentarne la concentrazione

Veto dei deputati  sulla proposta della Commissione europea per permettere una ullteriore presenza di piombo nel Pvc riciclato (Polivinilcloruro) con cui si producono flaconi per detergenti, nastro isolante, fili elettrici, tubi, infissi e telai per finestre. La Commissione ha proposto di modificare le norme  sulla concentrazione di piombo nel Pvc, in tal senso, come regola generale, lo 0,1% di piombo nel Pvc, mentre soglie più alte possibili per il Pvc riciclato (2% nel Pvc rigido e 1% nel Pvc flessibile/morbido). Con 394 voti favorevoli, 241 voti contrari e 13 astensioni, i deputati hanno respinto mercoledì tale proposta. Continua a leggere “Piombo nel Pvc: veto sulla proposta di aumentarne la concentrazione”