Covid19. La fabbrica delle ordinanze e dei recinti

Comune che vai, ordinanze che trovi come se l’Italia fosse un mucchietto di staterelli, siamo tornati indietro eppure un governo centrale ha chiesto ai primi cittadini di attenersi, di uniformarsi ai decreti ministeriali.

In Abruzzo il caso di Giulianova é emblematico con un’ordinanza del 20 marzo che, a detta di alcuni, discriminerebbe chi non possiede un’auto, ad esempio. Chi non possiede un’auto, potrebbe non trovare esercizi commerciali a basso costo nel raggio di un 1 km (limite disposto per i pedoni che in compenso faticheranno meno a trascinare le buste della spesa).
Chi possiede un’auto ha maggiore possibilità d’azione: 2 km dalla residenza o lungo il tragitto da casa al lavoro, per fare la spesa.
“E chi non ha il lavoro e non ha un’auto di proprietà? – domanda qualcuno – Chi il lavoro ce l’ha e non può fermarsi a mezza strada in quel Comune diverso dove un altro sindaco ha deciso di negare la spesa ai non residenti?” incognite dell’emergenza che mette a tappeto la nostra Costituzione.

E in alcuni casi si segnalano anomalie anche per le sanzioni: “50 euro se si è simpatici o si sfora di 10 metri il limite o 500 euro” se l’agente della municipale non è in buoni rapporti con qualche componente della famiglia.

Un decreto della presidenza del Consiglio dei ministri, sulla stessa materia, prevale rispetto ad un provvedimento locale. Prevalenza garantita dalla Costituzione, questa sconosciuta!