Bocciato definitivamente l’ampliamento della discarica Santa Lucia

Il 6 febbraio il comitato regionale di Valutazione d’impatto ambientale (Via) ha bocciato l’ampliamento della discarica Santa Lucia di Atri (Te) e confermato il parere negativo espresso nella seduta del 30 settembre. Si chiude una vicenda durata un ventennio dopo che erano stati concessi altri 90 giorni al consorzio Piomba fino per superare le criticità del progetto di ingrandimento della fossa. Sulla gestione rifiuti ora gli ambientalisti chiedono ai vertici della Regione di convocare gli stati generali dei rifiuti e procedere all’attivazione dell’Autorità di gestione integrata dei rifiuti urbani (Agir).

All’impegno del comitato Santa Lucia e del Wwfsi è aggiunto il supporto dell’attuale amministrazione municipale che ha scelto di stare dalla parte del proprio territorio. L’importante decisione di 2 giorni fa non chiude la questione per l’associzione ambientalista: “É necessario concentrarsi sulla giusta bonifica dei vecchi invasi e sulla definitiva cancellazione dal Piano regionale rifiuti della previsione dei 360 mila m³ della discarica Santa Lucia”.

Il Wwf Teramo è pronto ad incontrare il consorzio Piomba fino per collaborare all’implementazione di tante attività: “La creazione di un centro del riuso per lavorare sulla riduzione dei rifiuti, il compostaggio di comunità per trattare meglio la frazione organica, il miglioramento della qualità della raccolta differenziata e la valutazione del suo effettivo recupero. I cittadini di Atri producono circa 5 mila tonnellate annue di rifiuti e ogni cittadino contribuisce con 425 kg annui (dati 2018) – spiega l’associazione ambientalista – Sono troppi per una città che vuole fare della tutela ambientale la propria caratteristica principale. La riduzione dei rifiuti deve divenire l’obiettivo principale di Atri”.

«Chiediamo alla Regione, al presidente Marsilio e all’assessore Campitelli di dare una sterzata decisiva alla gestione del settore, da troppi anni in un pericoloso stato di stallo – commenta Filomena Ricci, delegato regionale del Wwf Abruzzo – Mancano impianti per trattare la frazione organica e non sono state implementate, come si dovrebbe, iniziative volte a ridurre la produzione dei rifiuti. È inoltre quanto mai necessario dare certezza alla governance: la Regione deve esprimersi sull’attivazione dell’Agir: l’attuale incertezza rende per tutti i Comuni difficile e costosa la gestione del proprio pattume. Per questo chiediamo a Marsilio e Campitelli la convocazione degli stati generali dei rifiuti».