Pescara. Pettinari: ‘In campo misure preventive e repressive. Non si può integrare chi non vuole ed esercita violenza’

Pescara sotto l’aspetto della sicurezza è diventata invivibile e fuori controllo – interviene il vice presidente della Regione Domenico Pettinari – Un adolescente non può uscire di casa, farsi una passeggiata in centro con gli amici ed essere massacrato di botte”.

É accaduto sabato pomeriggio e non è un caso isolato nel capoluogo adriatico. “Qualche sera fa ho parcheggiato la macchina nell’area di risulta, ho pagato regolarmente il biglietto ai parcheggiatori autorizzati, ma sono stato accerchiato subito dopo da abusivi che pretendevano soldi a tutti i costi – spiega Pettinari – Questo accade ogni giorno e la gente ha paura. Sono in tanti a chiamarmi e a dire che hanno timore e per questo non parcheggiano più nell’area di risulta, specialmente se sono donne sole. Anche i commercianti del centro, che incontro quotidianamente, sono stanchi di subire: vetrine spaccate, rapine e molestie da accattoni vari”.

Non va meglio in periferia dove l’emergenza sicurezza passa dai quartieri sensibili allo spaccio e alle risse nei bar. IN breve una città allo sbando e fuori controllo. “Qualcuno non vuole che io racconti ciò che vedo – spiega il pentastellato – Qualcuno vorrebbe chiudermi la bocca, ma io non mi fermerò. Alimentare chi fa depistaggio mediatico è pericolosissimo. Non ci si può voltare dall’altra parte. Non si può essere sempre buoni e cercare l’integrazione con chi non vuole integrarsi ed esercita quotidianamente violenza contro la gente per bene. Le periferie vanno presidiate 24 ore su 24. Non possiamo parlare delle centrali di spaccio di droga solo quando ci scappa il morto e poi dimenticarci che fanno vittime ogni giorno, mercanti di morte. Quotidianamente, a partire dalle prime ore della mattina fino a tarda sera, ragazze anche giovanissime si prostituiscono lungo la Tiburtina chiedendo in cambio poche decine di euro per acquistare la dose giornaliera di droga. Questo accade sotto gli occhi di tutti e non si può accettare. I cittadini onesti, che per fortuna ne sono tantissimi, e si alzano la mattina per riportare un pezzo di pane a casa, mi chiamano sempre e mi invitano ad andare da loro e denunciare tutto questo perché non hanno più voce, non hanno chi li ascolta e non hanno chi li protegge”.

Tanti sono costretti ad abbassare la testa e subire violenze quotidiane: “Perché i criminali, i signori della droga, controllano le zone e minacciano chi si permette di ribellarsi – insiste il vice per consiglio regionaleVengono a mancare anche le denunce” per paura o perchè finiscono da nessuna parte. Davanti a questo allarmante stato di cose, c’è chi nasconde la realtà sotto al tappeto e parla di altro: “Sono loro: i negazionisti per convenienza – dichiara Pettinari – Coloro che dicono che va tutto bene. Basta offendere migliaia di persone costrette a subire soprusi e angherie in un assordante silenzio. Pescara merita attenzione. Le istituzioni facciano presto perché è già troppo tardi. mettano in campo misure preventive e repressive perché da decenni si è capito bene che i mercanti di morte non hanno nessun interesse ad integrarsi con la parte sana della società. S’istituiscano dei presidi fissi di poliizia h24 per controllare sistematicamente le zone calde della città e soprattutto per garantire sicurezza a chi non riesce più a vivere. La smettano a dire che non esiste il problema e a nasconderlo colpevolmente. Andate a dirlo a quelle mamme che si sono ritrovate i figli massacrati di botte forse da balordi provenienti proprio da quelle aree dove da tempo denuncio l’esistenza di vere e proprie bombe sociali. Andate a dirlo a loro”.