Cacciatori non residenti in Area contigua? Slo: la Regione Lazio non perda tempo

Dal 1991, anno di promulgazione della legge quadro 394 sulle aree protette, si attende l’area contigua sul versante laziale del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnlm) che, a margine, connette specie come l’Orso bruno marsicano per le quali sono insispensabili ampi territori per le proprie attività e se (art.32) la caccia è riservata ai soli residenti dei comuni dell’area naturale protetta e dell’area contigua, la Regione Lazio sta di nuovo provando ad approvare una norma (l’art. 13) al collegato al Bilancio in discussione, in questi giorni, che autorizzerebbe all’attività venatoria anche i cacciatori non residenti in quell’area contigua.

“Come spiega l’ultima sentenza del Consiglio di Stato, la conservazione dell’orso ha di gran lunga la precedenza su i diritti dei cacciatori ed ammettere coloro che non risiedono in area contigua – interviene Salviamo l’orso – Una Sentenza del Tar Lazio del 2012 poi definisce l’area contigua di fatto istituita visti gli accordi già firmati tra Regione e Parco. Stupisce che l’assessore laziale all’ambiente Enrica Onorati abbia dichiarato pubblicamente che la norma da aggiungere al collegato al bilancio sia stata preparata dagli uffici della direzione regionale naturale parchi e aree protette diretta da Vito Consoli, che certo non possono ignorare l’illegittimità della norma proposta – aggiunge l’associazione – L’amministrazione regionale non può più rimandare norme che vanno nella direzione della tutela dell’Orso marsicano e verso una gestione condivisa, meno conflittuale e responsabile dell’attività venatoria sul proprio territorio – conclide Slo – spiace registrare il silenzio di tomba dei nuovi organi direttivi del Pnalm”.