Sulmona, martedì Bruno Di Masci ritirerà i suoi assessori

“Martedì mettiamo la parola fine” promette oggi il consigliere comunale di Sulmona (Aq), Bruno Di Masci, storico antagonista del sindaco alle amministrative, che però mesi fa ha dato appoggio alla prima cittadina, Annamaria Casini, per evitare il commissariamento del consiglio comunale sulmonese per un anno e 6 mesi.

Di Masci annuncia il ritiro dei suoi assessori (Luigi Biagi, il vice sindaco e Mauro Tirimacco), così come annunciato un mesetto fa, sperando che altri seguano l’esempio anche per rimanere nei tempi per arrivare alle elezioni la prossima primavera (21 febbraio). Scioglimento e tutto il resto per il consiglio richiedono un decreto dall’alto ( presidente della Repubblica) quindi certi tempi, già contingentati, per evitare un lungo periodo di commissariamento.

“Ho la sensazione che da questo consiglio comunale non voglia dimettersi nessuno – così Di Masci fa presagire come andrà a finire e aggiunge – Se vogliono le firme nostre oer sciogliere il consiglio sono pronte, siamo in 3“.

A livello politico Di Masci ed i suoi annunciano anche querela contro il segretario provinciale del Partito democratico, Francesco Piacente, per  l’espulsione dal partito  ad opera del comitato di garanzia annunciata dal Pd e all’insaputa, spiega Di Masci, degli espulsi.

Ai dimasciani viene spiegato ogni “Aspetto amministrativo e politico dell’allenaza di questa amministrazione” fatta negli ultimi mesi, chiarisce Di Masci questa mattina all’Ovidius: “Un anno e  6 mesi si commissario non faceva bene a questa città – E poi fa notare -Dopo che è sono stato sindaco per 12 volte il consiglio comunale è stato commissariato. Non ce n’è stato uno che ha finito il mandato” sottolinea il politico che a 77 anni spiega ancora le vele draghettato il gruppo che rappresenta verso nuovi lidi e nuovi orizzonti. Quasi un centinaio sono quelli in sala che restano ad ascoltarlo. “Abbiamo fatto un consiglio comunale dove in prima convocazione non si è presentato nessuno, nel secondo sono stato  presidente” così è stato chiesto alla Casini perchè di tanto immobilismo, un appoggio che per il politico ha permesso di contenere i danni. “In soldoni la ricreazione è finita il nostro appoggio non è  eterno” ha detto alla sindaca che poi, nonostante l’aiuto ricevuto, si è ripiegata su se stessa.

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