Il Mito nella Città in declino

“Il declino della nostra città deriva da una precisa destrutturazione culturale ed economica, scientemente praticata, che ormai da anni percorre la via dell’inevitabile tramonto delle aree interne – scrivono dal MeetUp Sulmona – Ed i responsabili non sono soltanto gli attuali amministratori, derivazione proteiforme Gerosolimiana dell’ultima tornata elettorale: il problema vero sta nel fatto che chi promette non mantiene o non può mantenere”.

Si guarda ora alla costa come all’ultimo baluardo di una regione che non è più in grado di affrontare le sfide necessarie per un futuro adeguato ad una moderna visione di progettualità, produttività, mobilità, interconnessione e ambiente. Si firmano “carte di intenti (siamo dunque ancora alle dichiarazioni di intenti, a 3 anni e mezzo dall’insediamento, per sviluppare produzioni fantomatiche ed irrealizzabili perché quando la macchina ha i motori paralizzati è inutile sognare viaggi coast to coast – aggiungono dal movimento pentastellato – Si parla a vanvera dunque, si discute, si chiacchiera e si promette per poi andare avanti producendo fumo agli occhi, boccheggiando in attesa che gli interessi forse più personali che politici la facciano da padrone su quelli dei cittadini, spostando a destra e a manca una politica che, a partire da quella locale, inquieta per la totale insussistenza etica e morale con la quale si procede infischiandosene perfino di quello che pensano gli elettori… e a riscontro anche i Salesiani abbandonano, dopo 40 anni, un campo ormai irrecuperabile” il che non significa che sarà chiusa la parrocchia, che resterà con le altre nella conta per l’8×1000, ma che sarà gestita da un altro ordine.

Conclude il MeetUp: “Non si azzeccano nemmeno i titoli, giacché la parola Mito, ellenicamente parlando, ci consegna un ideale piuttosto fantasmagorico, bellissimo. ma non reale. Un autogoal concettuale, che mentre smitizza già nel nome ogni dichiarato intento, null’altro denuncia se non una mitomania autoreferenziale che certo non resusciterà più il morto.A convalida di ciò, mentre si dà fiato alle sirene con le mitiche progettualità, affiora sempre più il caos riorganizzativo della macchina amministrativa che affoga fra macro-ristrutturazioni fallite, mini dirigenti mancati, bandi per nuovi dirigenti come una grande nave troppo piena di falle e toppe malmesse”.