Tanta fame di lettura. Per la Cultura a Sulmona solo un Piccolo teatro. Fortuna c’è Solfanelli

Alla presentazione sabato a Sulmona (Aq) del libro Filastrocche tutto l’anno (ed. Tabula Fati 10 euro), volume realizzato da Nicoletta Romanelli e Jean-Pierre Colella, non mancava l’editore Marco Solfanelli.

Filastrocche tutto l'anno 2019 sulmona report-age.comCon diversi accenni alle opere di Gianni Rodari ad arricchiere la presentazione del libro sono stati gli interventi di Rosa Giammarco, già dirigente dell’Agenzia regionale per la cultura che mantenne saldo il Centro di promozione culturale sotto la sua direzione e in tempi davvero difficili. Rosa Giammarco ha voluto sottolineare l’impegno di Solfanelli a pubblicare solo testi di qualità, ed è vero anche per questa opera.

L’assessore comunale alla cultura, Emanuela Cozzi, ha  rimarcato l’impegno dell’amministrazione comunale per la cultura eppure resta chiusa a Sulmona la biblioteca di piazza Venezuela, conosciuta in passato anche come Centro servizi culturali. Chiuso nel 2017 per basso indice di vulnerabilità sismica, palazzo Portoghesi è identico alla struttura costruita, stesso periodo e stesso progettista, ad Avezzano (Aq) in Marsica. Purtroppo a seguito dei sopralluoghi l’edificio Peligno è stato chiuso senza prospettive, lettori e studenti devono accontentarsi di alcune stanze nei seminterrati degli uffici Inps, in via Sardi, con una disponibilità di volumi ridotta ad 1/3 di quella garantita un tempo. Poi l’accorpamento dell’agenzia di Sulmona ad Avezzano, ennesima spoliazione per il territorio, tra le più recenti novità negative di quest’area abbandonata ormai a se stessa. Questo in aggiunta alla sparizione di una tra le biblioteche più importanti d’Abruzzo con l’edificio mezzo marcio che un tempo ospitava il liceo classico Ovidio. Chiuso da 10 anni, spoglio e serrato l’ingresso in via San Cosimo, in pieno centro storico. E Giammarco e Cozzi si sono confrontate scambiando 2 veloci battute durante la presentazione dell’opera dedicata a  grandi e piccini, già presentata ad Introdacqua (Aq) e in provincia di Chieti.

Al piccolo teatro di via Quatrario si è parlato di cultura con gli autori che da questa opera aprono la strada e costruiscono un ponte tra storia e innovazione per offrire ai lettori antiche memorie attraverso il ritmo della filastrocca agganciata all’effervescenza del fumetto di Jean-Pierre Colella. Il libro è la testimonianza di una ricerca legata al Capetiempe, il capodanno arcaico celebrato i primi di novembre.

Siamo pieni di nostalgia per ciò che era e non c’è più perché ci è stato tolto, sottratto senza che i nostri rappresentanti aprissero bocca, pieni di solitudine per l’isolamento a cui ci hanno relegato politici vecchi e nuovi, siamo lontani dal Paradiso custodito dalla nostra maestosa città, siamo stati privati del sorriso, del futuro e della serenità, di fronte al male dell’ignoranza che tassa più che in altri luoghi e che costruisce assurdità per sé,  troppi castelli di sabbia che alla prima scossa crollano addosso ai migliori, ma che favolosa realtà.

mariatrozzi77@gmail.com

Intervento di Rosa Giammarco sull’importanza delle biblioteche

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