Vecchia Bomba in un cantiere: integrare il Regolamento Edilizio per Evitare queste Cattive Sorprese

Una bonifica dei terreni in cui è possibile ritrovare ordigni e residuati bellici, soprattutto se cantierabili ed edificabili  non sarebbe male. Anche il Centro giuridico del cittadino (Cgc) è della stessa idea dopo il ritrovamento di un vecchio ordigno inesploso, da parte di alcuni operai, in un cantiere in via Garibaldi ad Avezzano (Aq). Si tratta di un residuato della seconda guerra mondiale di 1 metro e 20 cm per oltre 40 cm di diametro. 

In Italia in questi 10 anni sono state più di 30 mila le operazioni di bonifica per rendere innocui più di 12 mila ordigni. Da qui parte la proposta di Centro giuridico del cittadino che ad Avezzano suggerisce di aggiungere nel Regolamento edilizio una verifica obbligatoria sui terreni in cui devono essere aperti dei cantieri soprattutto se  in passato i fondi sono finiti nel mirino degli aerei da combattimento o si sono trasformati in campi di battaglia. Non si sa mai per gli ordigni bellici, la bonifica di un tempo non è accurata quando quella possibile ai giorni nostri grazie a tecnologia e attrezzature sofisticate si potrebbe salvare la vita a tante persone. Dunque il Cgc marsicano suggerisce di prevedere nel Regolamento edilizio l’obbligo diretto a carico del  Coordinatore della sicurezza in fase di progettazione, di eseguire la valutazione del rischio di rinvenimento di ordigni bellici inesplosi e valutazione del rischio di esplosione derivante dall’innesco accidentale di un ordigno bellico inesploso durante le attività di scavo. Noi invece, se la tecnologia lo consente, aggiungeremo di garantire incentivi e sgravi fiscali a tutte le aziende che dispongono un esame dei terreni in cui devono operare. Uno scanner con l’aiuto di un drone o degli apparecchi da terra segnalerebbero le anomalie e garantirebbero interventi puntuali per la reale messa in sicurezza dell’area ce non sarebbe solo su carta.