Unesco, la Transumanza da oggi è Patrimonio dell’Umanità

É patrimonio culturale immateriale dell’umanità la transumanza, lo ha deciso oggi il comitato del patrimonio mondiale dell’Unesco, riunito a Bogotà, in Colombia.

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Pecora Foto Trozzi Report-age.com 2013
Foto  stalla Porta dei parchi 2013

La migrazione stagionale del bestiame dai monti al mare era prima praticata senza mezzi a motore, ma con il bestiame al pascolo, in viaggio a piedi anche epr i pastori per spostarsi in aree con clima più temperato e favorevole anche epr gli animali, unica ricchezza delve aree interne dello stivale.

Una tradizione che affonda le sue radici e si sviluppa in Italia anche tramite le vie erbose degli antichi tratturi che testimoniano, per quel che ne rimane, un rapporto equilibrato tra uomo e natura e un uso sostenibile delle risorse naturali.

“Sono particolarmente contento di questo risultato che riconosce e premia il lavoro svolto dal mio capo di gabinetto, il professor Pier Luigi Petrillo, autore del dossier, e dall’ambasciatore d’Italia all’Unesco Massimo Riccardo, che ringrazio per l’impegno profuso nel negoziato internazionale fino alla fine” afferma il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. “Come ha evidenziato l’Unesco nella sua motivazione la pratica della transumanza, rispettosa del benessere animale e dei ritmi delle stagioni, è un esempio straordinario di approccio sostenibile per affrontare le sfide poste dalla rapida rbanizzazione e dalla globalizzazione e ha contribuito in modo significativo a modellare il paesaggio naturalistico – conclude il ministro – La volontà di rafforzare i riconoscimenti Unesco in ambito ambientale è forte da parte del governo. In questa logica, con il decreto legge clima, approvato ieri in via definitiva dalla Camera, abbiamo istituito i ‘caschi verdi per l’ambiente’  una task force di esperti mondiali con il compito di salvaguardare e promuovere proprio i valori naturalistici dei siti riconosciuti dall’Unesco patrimonio dell’umanità, stanziando 6 milioni di euro in 3 anni per supportare le comunità e i territori chiamati a gestirli”.