Rubata la statua del Cristo, al Crocevia tra Pacentro e Cansano

Non sembravano interessati più di tanto all’integrità del pezzo per come è stato strappato dalla croce, all’incrocio tra Pacentro e Cansano, nell’aquilano.

Aggiornamento

Il furto della statua è avvenuto la scorsa notte, indagano i Carabinieri della stazione di Pacentro(Aq), coordinati dal capitano Dino Guida del Comando compagnia di Sulmona (Aq). I militari non escludono una bravata perchè la statua non ha nessun valore sul mercato, soprattutto ora che un pezzo di piede, scalfito nel legno vecchio di 70 anni, è rimasto inchiodato al crocevia. Il resto è finito altrove, ma dove? Un’altra scorreria in stile ladresco ai piedi dei giganti che un tempo ospitavano i briganti e condottieri feroci.

Stupore e rabbia per il furto della statua a Pacentro e Sulmona. Il sindaco del borgo tra i più belli d’Itala, Guido Angelilli, sulle reti sociali ha commentato in un post il fattaccio di stanotte: “Un gesto incomprensibile e profondamente offensivo nei confronti della comunità raggiunte dal crocevia, per le quali la statua risalente (al) 1952, oltre al valore religioso ha un forte valore affettivo”. Nemmeno a dargli tutta questa importanza, comemntano altri, fatto è che nessuno si sarebbe immaginato un gesto tanto forte.

Natale, soprattutto in valle Peligna le antichissime tradizioni che lo precedono non scompaiono mai e sembrano rafforzarsi quanto più la fede si spegne, spesso con formule antitetiche, in alcuni casi intese come forma di protesta per tutto ciò che va male e sembra ingiusto e su questo oggi possiamo dire che va sempre peggio. E spesso in passato anche a Sulmona oggetti dei presepi, benedetti, in alcune particolari chiese sono scomparsi, sulla misterica via Corfino poi è caduto un particolare silenzio.

Un territorio particolare il nostro di tradizioni non proprio cristiane e salutari. A parte i riti arcaici dicono coloro che non intendono legare la scomparsa della statua in legno a culti che affondano le loro radici nelle antiche iniziazioni primitive. Esoteria, la valle Peligna non ne è mai stata immune e ogni tanto si viene a sapere di qualche anbiguità anche nei pressi di Fonte Romana. Riti che agli occhi contemporanei provocano poco, non suscita più grande indignazione, ma in una comunità come quella pacentrana è ancora possibile suscitare disgusto. E la marcia indietro imposta da questi deceni di crisi endemica ha trascinato con sé persino le lancette dell’orologio mentale.

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