Cai e Panathlon per la formazione: la montagna dà vita e può anche toglierla. L’intelligenza della rinuncia

La montagna dà gioia e vita, ma può anche toglierla all’imprudente, a chi si sente un superuomo, a chi non è abituato a tirarsi indietro nè a rinviare quando le condizioni sono troppo sfavorevoli e rendono impossibile arrivare in cima. Tutti gli scongiuri possibili non serviranno se non si impara in fretta la lezione, se non si è capaci di rinuncia. Intelligenza, se l’obiettivo è superare se stessi per raggiungere una tappa importante, per arrivare alla meta, alla vetta. Una rinuncia che salva la vita. Una montagna poi, qualunque essa sia, non si affronta da soli. Questo è il tesoro di saggezza che quest’anno ci regalano 2 club d’eccezione, il Panathlon club e il Club alpino italiano, di Sulmona (Aq).

Non è il solo insegnamento che il Club alpino italiano e il Panathlon club Sulmona sono riusciti a infondere sabato ai partecipanti dell’incontro all’ hote Satacroce, riferendosi con discrezione ai recenti fatti di cronaca che hanno interessato il territorio, dai dispersi del Gran Sasso ai morti della Maiella per poi spostare l’attenzione sul rispetto dell’Ambiente chiedendo che gi habitat montani siano preservati, puliti e senza rifiuti. Messaggi d’amore per a Montagna di cui fanno tesoro anche i piccoli partecipanti dea conviviale: “Niene rifiuti in montagna, sono un’offesa alla matura e alla dignità dell’Uomo”.

É il presidente del Club alpino italiano Sulmona, Valter Adeante, a descrivere l’ampio curriculum del fatidico rifugio a monte Amaro, sulla vetta più alta della Maiella, ricostruito dopo che venne spazzato via dal vento il rifugio Maiorana, struttura simile ad un deposito mezzi Anas delle case cantoniere, durato poco più di un decennio a causa di un finestrino aperto e del vento a raffica che in cima quasi ti stupidisce. Habitat incredibili quelli della Maiella e quello di monte Amaro è d’avventura, è il rifugio più alto degli Appennini, preda delle intemeperie dall’autunno alla primavera.

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p style=”text-align:justify;”>Unico modo per ripararsi davvero lassù è la forma aereodinamica data alla struttura che non prende le intemperie di petto, ma le fa scivolare con una versione avveneristica per i rifugi, impresa sostenuta dalla famiglia Pelino che finanziò i lavori di costruzione del riparo. Da qui il nuovo nome: Rifugio Mario Cesare Peino, il nonno del presidente iscritto al Cai da 50 anni.

In tanti quest’anno hanno partecipato alla Festa degli auguri di Natale con il presidente del Panathlon di Sulmona, Luigi La Civita, che ha premiato la locale sezione del Cai all’hotel Santacroce-Meeting. Il Cai ha contribuito alla crescita della cultura della conservazione e dello sviluppo della montagna e ha avvicinato alla pratica dello sport lento, intere generazioni, queste le motivazioni del riconoscimento fatto sabato nel corso della conviviale dove sono stati premiati soprattutto i giovani escursionisti e alpinisti affezionati alla montagna, con giochi legati allo sport sempre nel rispetto e per amore della Natura.

Serata d’eccezione quest’anno, oltre a premiare lo sport lento oil Panathlon sottolinea gli sforzi e le attività dedicate alla montagna che non si traducono solo in escursioni e cene, ma anche in iniziative di pulizia e ri sistemazione di sentieri e rifufugi. Il Cai ogni anno apssa in rassegna i rifugi italiani per tenerli efficienti, in ordine e puliti. “Monte Amaro non potrebbe essere se non ci fosse il rifugio” è stato rimarcato considerato che i ripari di montagna, in buone condizioni grazie al Cai, salvano la vita a centinaia di persone, anche d’Estate.

Marcello Borrone, presidente della Commissione rifugi e opere alpine del Cai, fa riferimento alla preparazione per prevenire incidenti: “Pochi se riferiti ai soci del Cai. É il risultato della formazione svolta nelle sezioni”. Il Cai di Sulmona nel 2022 celebrerà il centenario.

Il Panathlon si prepara a scendere in piazza per i più piccoli e il presidente La Civita dà appuntamento a sabato 21 dicembre in piazza XX Settembre e alla Rotonda di San Francesco per i giochi tradizionali riservati ai bambini e per una tombolata con tanti premi legati allo sport.

Intervista al presidente del panathlon club Luigi La Civita

Galleria Immagini Panathlon club 2019

Foto e video Maria Trozzi