Servizi Culturali di Sulmona ad Avezzano, forse per questioni di necessità

La Regione ha deciso di accorpare le sedi dell’Agenzia di promozione culturale e del Centro regionale dei beni culturali di Sulmona e Castel di Sangro ad Avezzano, sempre nell’aquilano, evidentemente per soddisfare un impellente bisogno e i sulmonesi sono ben lieti di venire incontro alle crescenti esigenze culturali dei cugini marsicani.

La sede di palazzo Portoghesi è rimasta così com’è, per 2 anni, chiusa con un provvedimento del Servizio gestione patrimonio immobiliare della Regione Abruzzo che preludeva al peggio. Infatti alcune verifiche sismiche nell’edificio  hanno messo in luce un basso indice di vulnerabilità (0,26). Chiuso, anche se non sappiamo se avtrove siano state eseguite verifiche simili. Chiuso, va bene, ma invece di sollecitare un progetto per la ristrutturazione della struttura così vulnerabile ci si è accontentati di una soluzione tampone, spegnendo sul nascere la fiamma della rivolta culturale locale con una stanzetta nell’ex spaccio degli uffici Inps di Sulmonam in via Sardi. In silenzio per lungo tempo si è rimasti in attesa del niente, oggi dunque è il momento delle lacrime di coccodrillo.

Nessuno ha spinto per un progetto di recupero dell’edificio di piazza Venezuela, ora dai vertici di palazzo San Francesco si fa appello solo, solo, alla consigliera regionale Antonietta La Porta, chiedendole un intervento contro il taglio perché, è scritto in una nota dell’ufficio di gabinetto del sindaco, si era attivata per questa biblioteca ospitata in un immobile chiuso dal 2017: “E su cui ancora non ci sono novità rispetto ai tempi di ristrutturazione” riferisce la stessa sindaca sulmonese. E interviene l’assessore comunale Manuela Cozzie: “tagli anche alla cultura diventerebbero insopportabili e meritano una levata di scudi corale”. Piove.

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