Orsi, lupi e uomini, storie di convivenza possibile

Sabato prossimo alle ore 18 a chieti Wwf e Museo universitario propongono un nuovo incontro sui grandi carnivori.

Orso e lupo di nuovo protagonisti al Museo universitario nel quadro delle numerose iniziative organizzate dal Wwf Chieti-Pescara e dalla struttura espositiva e formativa dell’ateneo Gabriele d’Annunzio. Il 7 dicembre nell’auditorium del museo si tornerà a parlare di grandi carnivori, dopo l’ appuntamento, riservato alle scuole tenuto il 6 novembre nel quadro di M’ammalia. La Settimana dei Mammiferi. Relatore sarà il vice presidente del Wwf Italia Dante Caserta che parlerà de La gestione dei grandi carnivori e dei conflitti con l’uomo: l’esempio del Wwf.

Una conferenza dibattito che vuole dimostrare come sia possibile limitare le occasioni di contrasto, ad esempio dissuadendo con sistemi incruenti dalla predazione nei confronti di animali d’allevamento. Problemi che si affrontano da sempre nell’Abruzzo montano a causa di una secolare convivenza, ma che possono ormai presentarsi anche in ambienti peri-urbani.

Il lupo ha infatti prima riconquistato spazi sui monti e negli ultimi anni, inseguendo le sue prede, soprattutto cinghiali, si è spinto anche nelle aree collinari.
Relatore sarà il vice presidente del Wwf Italia Dante Caserta che parlerà de La gestione dei grandi carnivori e dei conflitti con l’uomo: l’esempio del Wwf.

Una conferenza dibattito che vuole dimostrare come sia possibile limitare le occasioni di contrasto, ad esempio dissuadendo con sistemi incruenti dalla predazione nei confronti di animali d’allevamento. Problemi che si affrontano da sempre nell’Abruzzo montano a causa di una secolare convivenza, ma che possono ormai presentarsi anche in ambienti peri-urbani.

Il lupo ha infatti prima riconquistato spazi sui monti e negli ultimi anni, inseguendo le sue prede, soprattutto cinghiali, si è spinto anche nelle aree collinari.

Si parlerà anche dell’orso marsicano a rischio estinzione. La subspecie presente in Abruzzo, Ursus arctos marsicanus, descritta dal naturalista molisano Giuseppe Altobello nel 1921, è unica al mondo.