Ancora Volantini Anonimi a Bussi. Incognita sui controlli nei terreni passati al Comune

Primo giorno di lavoro per una ventina di operai a Bussi sul Tirino (Pe) dove la Todisco ScB (Società chimica Bussi) ha finalmente assunto, ma in moltissimi non gradiscono e il malcontento serpeggia in paese, a riprova 3 volantini anonimi che in meno di una settimana sono stati distribuiti tra bar, studi medici, spogliatoi, in fabbrica e palestre.

Sono pochi gli assunti, è questo il succo del discorso dei volantini anonimi e a dire il vero sono solo 23 i nuovi posti di lavoro rispetto alle mastodontiche promesse fatte nelle trascorse amministrative che hanno riconfermato a capo del Comune Lagatta.

C’era d’aspettarselo un po’ di malcontento, ma persino una minaccia di gettarsi dal primo piano del municipio è davvero troppo, almeno così è scritto in uno dei 3 volantini distribuiti in queste ore forse indirizzati al primo cittadino. Restano disattese le aspettative di centinaia di persone che sino all’ultimo erano convinte, grazie ad una promettente campagna elettorale, di essere assunte da una farmaceutica per lavorare in un fabbricato che ancora non esiste nel nuovo nucleo industriale ai piedi del paese che purtroppo non nasce. Restano disattese le aspettative di centinaia di persone nei pressi delle officine. Non si sa nulla poi delle penali che la farmaceutica dovrebbe corrispondere per il mancanto impegno a produrre non si sa cosa sui terreni rientrati nella proprietà del Comune, questo è il peggio. Per ora, ma creadiamo davvero per molto, sono solo 23 i fortunatissimi che hanno varcato oggi i cancelli della fabbrica per essere impiegati nella produzione di clorito.

Piano industriale sconosciuto e peggio ancora se si parla di prospettive di lavoro. In paese, la prematura scomparsa del gruppo Filippi ha creato un certo imbarazzo al vertice dell’amministrazione comunale e al destinatario degli scritti, anonimi, che s’ispirano alle abitudini alimentari di un rinomato animale da cortile.

Il problema si fa più serio soprattutto per la messa in sicurezza di quella parte del sito acquistata dal Comune. Fatto é che mancano da tempo i controlli sull’inquinamento nei terreni ex Montedison che sono oggi di proprietà di Bussi sul Tirino a causa della paventata iniziativa imprenditoriale annunciata da Filippi e non ancora messa in pratica, ma i tempi sono scaduti. Quando i terreni sono stati cedute da Solvay, multinazionale belga leader mondiale per la produzione di bicarbonato di sodio, che ha smontato i piezometri togliendoli dalle aree cedute al Comune. Da quel momento non ci sono state più verifiche , a quanto pare, non si sa con cosa si controlla e soprattutto se si controlla l’inquinamento nei terreni rientrati nel patrimonio comunale in cui sono finiti i veleni.

Il fiume Tirino é di nuovo esposto agli agenti inquinanti e ai veleni chimicisenza alcun controllo? Una domanda spontanea se i piezometri non sono più in funzione in parte del sito ex Solvay. Più il tempo passa più si fa silenzio anche sui teloni verdognoli del capping, per il contenimento dell’inquinamento, che mostrano evidenti segni di cedimento non solo a causa del vento che anche lì, come a Popoli (Pe), non si risparmia.

Se i quasi 50 milioni di euro sono ancora bloccati al ministero come si potrà procedere per la Bonifica? Si aspetta Edison o si interviene e come? Come farà poi l’amministrazione comunale a pagare la bonifica dei terreni di cui oggi è proprietaria? Oggi come proprietaria del sito é obbligata per legge così come lo era Solvay prima del passaggio di proprietà. Spesse volte ce ne siamo occupati ma gli abitanti non hanno voluto sentire ragioni, presi, rapiti dai richiami delle sirene. Al commissario straordinario, da poco nominato per ricoprire parte dell’incarico in passato ricoperto dal compianto Goio, l’arduo compito di risolvere l’arcano.

mariatrozzi77@gmail.com

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