Altri 3 mesi per superare il rigetto all’ampliamento della discarica progettato nel 2009

Incredibile ma vero, la Regione Abruzzo concede altri 3 mesi al Consorzio Piomba – Fino, commissariato e da  chiudere,  per opporsi al rigetto dell’ampliamento della discarica Santa Lucia di Atri (Te). Sconcertato Il Wwf Teramo per come la Regione Abruzzo sta gestendo la conclusione del procedimento sulla valutazione di impatto ambientale del progetto di ampliamento della discarica vecchio di 10 anni.

Il Comitato Via regionale ha bocciato l’intervento di estenzione degli invasi, ma la vicenda non è chiusa perché sono stati concessi 90 giorni di proroga, invece dei soiti 10 giorni,  per presentare controdeduzioni alle motivazioni del rigetto di cui beneficerà un Consorzio commissariato che deve chiudere i battenti.

Il 30 settembre il Comitato Via ha bocciato il progetto dell’ampliamento della discarica, inviando al Consorzio Piomba Fino il preavviso di rigetto, ai sensi dell’art. 10bis della legge n. 241/90. L’articolo recita: “Nei procedimenti ad istanza di parte il responsabile del procedimento o l’autorità competente, prima della formale adozione di un provvedimento negativo, comunica tempestivamente agli istanti i motivi che ostano all’accoglimento della domanda. Entro 10 giorni dal ricevimento della comunicazione, gli istanti hanno il diritto di presentare per iscritto le loro osservazioni, eventualmente corredate da documenti…“. Il Consorzio Piomba-Fino non solo fa decorrere il termine non presentando controdeduzioni,  l’11 ottobre chiede una proroga di 45 giorni che poi reitera il 22 ottobre chiedendo altri 45 giorni. Quindi chiede complessivamente 90 giorni che la Regione Abruzzo, l’11 ottobre avrebbe dovuto concludere il procedimento bocciando, inspiegabilmente concede rinviando la decisione a fine gennaio 2020A parte l’anomala procedura seguita, è paradossale che nel 2019 si concedano ulteriori 3 mesi per superare le motivazioni del rigetto di un progetto che ha iniziato il suo iter nel 2009. “10 anni non sono stati sufficienti al Consorzio Piomba-Fino per produrre tutti i documenti e gli studi necessari a far prendere una decisione. La cosa più assurda è che la Regione assecondi tale comportamento, senza decidersi a mettere un punto fermo ad una vicenda lunga 10 anni” sottolinea l’associazione.  

Il Wwf chiederà al presidente della Regione Marco Marsilio e all’assessore Nicola Campitelli un incontro con il  Comune di Atri, il comitato di cittadini e i rappresentanti della riserva dei Calanchi per conoscere le reali volontà della Regione rispetto all’ampliamento, alla bonifica dei 2 vecchi invasi e alla costituzione dell’ Autorità gestione integrata dei rifiuti urbani (Agir). Il Consorzio Piomba-Fino, nelle more della costituzione dell’Agir, è stato commissariato proprio per avviare la sua definitiva chiusura. “Sarebbe opportuno che un Ente destinato a scomparire non decidesse del futuro di un intero comprensorio condizionando così lo sviluppo e la salute di oltre 10 mila cittadini” aggiunge l’associazione ambientalista.

Motivazioni del rigetto del Comitato Via. Le motivazione del rigetto del Comitato Via del 30 settembre  sono di notevole importanza e hanno accolto in buona parte le osservazioni presentate nella fase di consultazione dal Wwf oltre che da diversi altri organismi. Il progetto presentato è in contrasto con i criteri localizzativi del Piano regionale gestione rifiuti (Prgr) approvato con delibera del consiglio regionale  110/8 del 2 luglio 2018. L’area interessata rientra in parte tra le aree sottoposte a vincolo idrogeologico (Rd3267/23, D.1. 27/7/84, legge regionale 3/2014). L’area interessata rientra tra le aree di pregio agricolo (decreto legislativo 228/2001; legge regionale 36/13): è ricompresa, infatti, tra le zone indicate dai disciplinari di produzione delle uve destinate alla produzione di vini Igt Colli Aprutini e Doc Montepulciano colline teramane Docg (criterio escludente per il Prgr). L’area interessata rientra tra le aree a rischio idrogeologico: l’opera di progetto ricade in parte in un’area a rischio moderato Rie in parte in una a pericolosità elevata P2 (criterio escludente per il Prgr). L’area interessata dista solo 400 metri dal sito di interesse comunitario della Rete Natura2000  Calanchi di Atri (Sito di interesse comunitario codice IT7120083). L’area interessata è parzialmente contenuta nella fascia di rispetto dei 150 m dal Fosso Campratone.

Inoltre il Comitato Via ha individuato una carenza negli studi idrogeologici e li ha ritenuti non  idonei a dimostrare l’assenza di falda nonché il franco di tre metri dal piano di imposta dei rifiuti rispetto alla massima escursione della falda come indicato nel decreto legislativo 36/2003.