Terna e l’opera da 1,2 miliardi che peserà in bolletta. Acerbo scopre tutte le fake news sull’elettrodotto Italia-Montenegro

Un ponte elettrico, sottomarino e interrato per la parte terrestre e per 445 km, parte dalla contestata stazione elettrica di Cepagatti (Pe) per raggiungere quella di Lastva, nel comune di Kotor.

Oggi il cavo è stato inaugurato da Terna, multinazionale elettrica, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e del presidente del Montenegro, Milo Đukanović. “Si tratra del nuovo elettrodotto da record che connette l’Italia con il Montenegro e quindi, per la prima volta, i Balcani all’Europa” recita una nota della società italiana.

Non è così per Maurizio Acerbo, segretario di Rifondazione comunista, che critica l’opera che peserà in bolletta, a quanto pare senza vantaggi, e così commenta l’iniziativa: “L’inaugurazione dell’elettrodotto Italia-Montenegro di Terna oggi ha mostrato quanta superficialità regni nella politica italiana e abruzzese e anche nell’informazione. Pur di inneggiare alle grandi opere se ne dicono di ogni genere – spiega Acerbo – Leggo che l’elettrodotto sarebbe il primo ponte elettrico tra Italia e Balcani (la notizia campeggia sul sito del Sole24Ore) e alla cerimonia con il Presidente Mattarella è stata ripetuta. Evidentemente è Terna che diffonde queste fake news.

Non è vero. Dal 2002 è attivo l’elettrodotto Italia-Grecia e notoriamente la Grecia fa parte della penisola balcanica. La geografia non è un’opinione.
Il presidente del Consiglio Regionale abruzzese, Lorenzo Sospiri annuncia trionfante su Facebook: Mai più black out nel nostro Abruzzoaggiunge Acerbo – Non è vero. Il black out del 2017 costato anche qualche vita umana ed enormi disagi per la popolazione abruzzese non è stato causato dal mancato approvvigionamento elettrico della nostra regione. Il black out fu causato dal collasso a seguito degli eventi nevosi del sistema di trasporto e distribuzione di energia elettrica in bassa e media tensione per scarsa manutenzione e mancato rinnovo di linee e cabine. E lo smantellamento dei presidi territoriali che un tempo garantiva Enel ha prodotto come risultato tempi lentissimi per il ripristino avvenuto attraverso l’intervento caotico di volontari e ditte esterne arrivate da tutta Italia che non conoscevano territorio e impianti. Tra le cause ci fu anche il collasso dell’alta tensione di Terna – continua il segretario di Rc – Non vi è quindi relazione diretta tra il black out e l’elettrodotto Terna Italia – Montenegro mentre spero che la Regione stia monitorando gli interventi di modernizzazione della rete sul territorio regionale onde evitare il ripetersi del disastro. Dato che Terna è una delle tante società private quotate in borsa derivanti dallo spezzatino dell’Enel ci sarebbe invece da domandarsi l’utilità di un’opera costata 1,2 miliardi (da nostre bollette) e se rientri in una strategia nazionale effettiva di decarbonizzazione. Quali saranno i flussi di energia che veicolerà? E da quali fonti? Nell’audizione alla X Commissione della Camera del 31 marzo 2014 in sede di Indagine Conoscitiva Terna è stata al riguardo piuttosto evasiva – conclude l’ex parlamentare – Capisco che faccia piacere che Terna abbia sparso un po’ di soldi sul territorio abruzzese, ma è bene discutere seriamente di politiche energetiche”.