Discarica tra le Campagne Peligne: Cisterne Nere piene di Rifiuti Industriali

Tre cisterne nere, in plastica, piene, stracolme di scarti: decine di grandi rocchetti con avvolti chilometri e chilometri di fili di lana e nylon e poi tanta plastica e parti di vecchi elettrodomestici.

Aggiornamento

Siamo ai margini di una stradina di campagna dove troviamo l’ennesima discarica abusiva Peligna che si è formata ad un centinaio di metri dalla stazione di Sulmona (Aq) e che corre lungo il braccio ferroviario verso l’ex nucleo industriale, chiuso da decenni.

Mappa discarica da Santa Rufina

Un’altra discarica a cielo aperto è un’altra vergogna per questa comunità che pesa sulla periferia da anni attaccata inesorabilmente dagli inquinatori di professione. Questa volta appena fuori dalla stazione ferroviaria, oltre il recinto del binario che avrebbe dovuto condurre, con dei vagoni merci, all’area industriale di Pratola e Sulmona, nell’aquilano, per giungere ad una piattaforma che non è operativa, chiusa al pubblico e comunque data in gestione ad una ditta di smaltimento rifiuti del posto.

Si tratta di rifiuti industriali contenuti, in parte, dentro enormi cisterne nere di plastica che dovevano fungere da carrelli perché alla base dispongono di 4 rotelle, tipo i vecchi pattini, forse in fabbrica servivano a muovere i grossi bidoni tra i diversi locali. É evidente che si tratta di scarti industriali di qualche azienda del tessile le cui attrezzature da tempo, è probabile, hanno preso il volo ad Est e quel che rimane, di nessun valore, è finito seminato tra le campagne Peligne, ad inquinare. Si sono liberati del fardello scaricandolo sulla società, sulla popolazione che paga un prezzo già troppo alto per lo smaltimento dei rifiuti nonostante le grandi percentuali di differenziata che si fanno in città e il fatto che Sulmona accolga da sempre le fosse per il residuo dei Comuni soci della partecipata che gestisce l’affare rifiuti e che sembra stia trasportando parte dell’immondizia anche altrove. Chi paga? Tutti noi e le future generazioni purtroppo.

Ed è ancora più singolare vedere al margine del binario morto, nell recito di Rete ferroviaria italiana, delle tabelle in metallo, azzurrine, sono delle vecchie insegne pubblicitarie smaltite comodamente appongiandole al margine dei binari della città dei confet.

mariatrozzi77@gmail.com

Video di Maria Trozzi

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