Sempre peggio con il contrasto messo in campo contro i Cinghiali: i dati della Asl 2

Un’analisi di 4 anni svolta dai tecnici del Dipartimento prevenzione della Asl di Chieti, sulla presenza di cinghiali nella provincia teatina, mette in chiaro gli effetti degli interventi sino ad ora messi in campo per superare l’emergenza ungulati che, invece di ridurne il numero, innesca risposte compensative tra i cinghiali e li diffonde maggiormente nel territorio, a confermarlo è anche una importante indagine pubblicata dalla rivista Pet management science.

Aggiornamento

Dallo studio del dipartimento diretto da Giuseppe Torzi, nel periodo tra gennaio 2016 e giugno 2019, sono stati analizzati i casi di 540 cinghiali deceduti per la maggiorparte a causa d’incidenti stradali avvenuti soprattutto nel vastese con 314 casi rispetto ai 160 di Lanciano e i 66 di Chieti. Il problema dei danni provocati dai cinghiali è definito attuale e sempre più allarmante, nello studio sono 96 casi registrati nel chietino nel 2016 e si è passati ai 149 del 2017, ai 198 del 2018 e ai 97 dei primi 6 mesi dell’anno in corso. Lo studio è stato inviato all’assessorato regionale alla salute, al prefetto e a tutti i sindaci della provincia di Chieti con indicazioni sui possibili interventi per ridurre i rischi per gli automobilisti.

Nel vastese lungo le statali 16 e 650 si contano rispettivamente 98 e 27 ritrovamenti di ungulati. Il Comune più colpito è quello di Vasto dove sono stati rinvenuti 101 cinghiali morti, seguono Casalbordino (64) e Torino di Sangro (32). Il numero di esemplari morti di cinghiale dal 2018 è triplicato rispetto al 2016 e al 2017.

“Osservando la geolocalizzazione dei sinistri si può notare come questi avvengano prevalentemente in aree agricole percorse da strade a scorrimento veloce – è spiegato nello studio che mette così in evidenza l’esistenza di un corridoio ecologico, un passaggio per la fauna selvatica dalle coline verso la statale 16 e la riserva naturale di Punta Aderci, ricca di coltivazioni e con pochi insediamenti umani, attigua ad un’area di caccia. Individuare il tratto può risultare utile per installare reti di protezione, dissuasori e altri dispositivi in grado di impedire l’attraversamento dei cinghiali, su questo sono d’accorso anche i medici che hanno collaborato allo studio. Per i distretti di Lanciano e Chieti, i Comuni più interessati sono Ortona (28), Fossacesia (20), San Vito Chietino (18) e Lanciano (17). Oltre alla statale 16 i decessi avvengono anche sulla statale 652.

Lo studio ha valutato anche il rischio di collisione in base al numero di esemplari morti rinvenuti dopo gli incidenti stradali, maggiora a Vasto, Casalbordino, Pollutri e Torino di Sangro. Nel distretto di Lanciano sono maggiori gli incidenti a San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Treglio e Fossacesia, nel distretto di Chieti, Ortona Casacanditella, Sant’Eusanio del Sangro e Villamagna sono i comuni maggiormente interessati dagli incidenti. Da marzo e novembre, con picchi ad aprile e maggio sono i periodi in cui si conccentrano incidenti con gli ungulati per una maggiore disponbibilità di cibo per la fauna soprattutto cereali: giugno-luglio e settembre-ottobre in più la maggior circolazione di mezzi nel periodo estivo. A maggio sono più frequenti gli incidenti con le femmine di cinghiale che hanno partorito e allattano spostandosi spesso in cerca di cibo. Anche ad ottobre e novembre non mancano incidenti a causa dei calori delle femmine con i maschi che percorrono lunghe distanze per accoppiarsi. Gli incidenti stradali avvengono spesso di sera, appena dopo il crepuscolo: il 62,59% degli esemplari è morto in orari notturni.

Tra i possibili interventi a tutela degli automobilisti, lo studio segnala metodi in Abruzzo già applicati per tutelare l’orso bruno marsicano: un impianto che si basa su sensori di movimento, in grado di rilevare e segnalare la presenza di fauna in prossimità della strada e attivare dispositivi luminosi di allarme per avvisare gli automobilisti di ridurre la velocità, solo in caso di reale pericolo. In aggiunta la cartellonistica, dissuasori acustico-visivi basati, luci a led con segnali sonori, attivati dai fari degli autoveicoli. Vi sono anche app per smartphone che, utilizzando i dati in archivio, segnalano ai conducenti i tratti stradali a maggiore rischio di collisione.

Nonostante 3 focolai di trichinellosi che sarebbero stati registrati a Castel di Sangro (Aq) e Popoli (Pe), lo studio evidenzia l’assenza nel territorio della provincia di Chieti di casi di Trichinella, patologia parassitaria causata dall’ingestione di carne cruda o poco cotta di cinghiale che causa disagi e febbre nell’uomo.

Tra le fonti Qui-quotidiano