Prevenzione o Ricostruzione: Dolcetto o Scherzetto

Le dichiarazioni della sindaca Annamaria Casini scuotono anche il circolo del Pd locale che chiede di spegnere le macchine amministrative con una dignitosa eutanasia.

“Forse maldestramente volendo intendere altro” prova a giustificare il Pd locale, la prima cittadina – parlando al plurare e poi correngendo addirittura il tiro – ha espresso la volontà di rinunciare ai fondi per la ricostruzione 2009, sono trascorsi esattamente 10 anni, va a finire che li abbiamo persi quei finanziamenti. E Casini ha fatto intendere al governatore d’Abruzzo, Marco Marsilio, di voler optare per quelli della prevenzione.

Lasciate ogni speranza oh voi che entrate, esortano gli ultimi sulmonesi rimasti in città: “L’edificio del liceo classico langue nel suo inesorabile disfacimento tra rinvii e rimpalli di chi deve fare cosa, unitamente ai fondi per gli altri complessi scolastici che pare siano stati spesi in misura assolutamente insufficiente – così prova a descrivere la situazione il circolo locale del Pd – Una denatalità certificata nel Comune di Sulmona, con un continuo, ma inesorabile spopolamento tra i più ragguardevoli nella regione Abruzzo, che staa certificare il crescente decadimento di una città insieme alla sua Comunità. E così via…. oltre a problematiche di decoro del Centro Storico, funzionalità delle società partecipate – con particolare riferimento al Cogesa – che costituiscono l’enumerazione più immediata e semplice  delle questioni all’attenzione di questa giunta che avrebbe dovuto affrontarle nel lasso di tempo fin qui trascorso. Se c’era un problema di Salute pubblica che indusse a suo tempo alcuni Consiglieri d’opposizione a passare dall’oggi al domani  in maggioranza, dobbiamo avvertirli che da quel momento ad oggi le condizioni del Paziente sono peggiorate – di rianimazione si parlava ancor prima dell’amministrazione Federico a Sulmona – Il Comune di Sulmona versa ormai un uno stato comatoso senza alcun segnale tangibile di un miglioramento o parvenza di guarigione pur che sia. Invitiamo, quindi, i consiglieri comunali ad un sussulto di responsabilità lasciando andare  a miglior vita questa amministrazione per restituire la parola ai cittadini” sempre che sia loro rimasto un po’ di fiato in corpo, con tutto quello che devono sopportare ogni giorno.