Sindaci d’Italia sostenuti da Poste Italiane, il presidente Anci De Caro: “liberiamo i sindaci

Un ruolo pubblico importante quello di Poste italiane che oggi ha accolto oltre 4 mila sindaci d’Italia al centro congressi Nuvola di Roma per rinnovare il particolare impegno per le aree interne e più disagiate dei Comuni con meno di 5 mila abitanti. E nel suo intervento, il premier Giuseppe Conte apre a Liberiamo i sindaci, proposta di legge per semplificare il ruolo di chi è alla guida delle piccole realtà. Il testo è stato presentato alla Camera su iniziativa dell’ Associazione nazionale comuni italiani (Anci)

Ad aprire i lavori della giornata è Bianca Maria Farina, presidente di Poste italiane. Sulpalco sale Antonio De Caro, presidente dell’Anci. Il suo intervento è il più applaudito. Ad ascoltarlo c’è anche il presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte. Così De Caro comincia a raccontare che ha risparmiato persino sulla fascia tricolore di seconda mano, ritagliata su misulra, perché chi lo ha preceduto, alla guida del Comune di Bari, era più alto. “L’ufficio postale è un luogo di incontro, un po’ come la stazione dei carabinieri – spiega il prsidente Anci – Avevamo detto che nessun ufficio postale sarebbe stato chiuso e questa è una risposta”. Non a caso De Caro fa riferimento a Volturara Appula (Fg) Comune con poco più di 400 abitanti che ha mantenuto i servizi postali e i postini. “Il nostro dovere è restare lì – dice – Chiediamo al governo soprattutto delle politiche che siano in grado di creare occupazione ed economia – aggiunge de Caro – E non è possibile aor  che nmanchio, che non ci siano i segretari generali in una amministrazione pubbica. Troppa burocrazia che vale tanto per i grandi quanto per i piccoli comuni”. Una souzine è la proposta di legge  Liberiamo i sindaci che va in audizione dopodomani.

La proposta di legge Liberiamo i sindaci è stata sottoscritta da tutti i sindaci dei Comuni Capoluogo e da più di 2 mia sindaci di città medio-piccole. La richiesta principale del testo, composto da 36 articoli, è di eliminare le pastoie  burocratiche che impongono, ad esempio per un bando, ad un primo cittadino di una piccola realtà di dover seguire lo stesso iter di un grande Comune come Roma. L’obiettivo è liberare i sindaci garantendo loro  rapidità negli interventi e trasparenza attraverso un intervento legislativo. È questa in generale la proposta presentata alla Camera da oltre 2 mila sindaci italiani che chiedo una concreta semplificazione delle procedure amministrative eliminando adempimenti obsoleti e inutili, differenziando gli incarichi del sindaco in base alla dimensione del Comune e ridefinendone il ruolo, soprattutto su competenze delicate che interessano la materia sanitaria, snellire il sistema di vincoli sulle voci di spesa e rendere fruibili le entrate dei Comuni semplificando la riscossione dei contributi.

E nel suo intervento il presidente dell’Anci non manca di accennare alle indennità ridicole percepite dai sindaci e sottolinea: “Sono 9 i Comuni dove non ci sono sindaci disponibili” e insiste sulle tante problematicità che fanno capo ai sindaci, soprattutto  in materia economica. Poste italiane mantiene gli impegni presi un anno fa, ha raggiunto diversi obiettivi e tra quelli importanti aggiunge che si  affiancherà alle amministrazioni, alve piccole realtà italiane per sostenere soprattutto quelle in difficoltà anche attraverso l’accesso al credito e la digitalizzare dei sistemi.

Poi intervengono i ministri del lavoro e dell’economia e finanza, Nunzia Catalfo e Roberto Gualtieri d’accordo quest’ultimo per una indennità minima dei sindaci di almeno 1500 euro, prevista nella legge Liberiamo i sindaci, che sarà in discussione tra pochi giorni perché oggi la retribuzione va in base al numero di abitanti per i primi cittadini, troppo penalizzati dalla crisi endemica che in Italia, a distanza di 11 anni, non accenna ad attenuare i suoi devastanti effetti in materia dis viluppo economico e tecnologico. E per i fondi con cui assicurare un minimo di retribuzione a chi è alla guida dei piccoli comuni il ministro Gialtieri ha già pensato diattingere facendo  al recente taglio dei parlamentari: “L’obiettivo è rilanciare la crescita nella cornice della compatibilità ambientale – commenta il ministro dell’economia – La manovra vuole aderire alla realtà è l’appello ai sindaci è di ricostruire una politica fondata sulla coesione”.