Anche per il Comitato Difesa servono investimenti su Arta. É ossessione discariche

L’incendio della III vasca dell’impianto Civeta e la bocciatura della IV discarica proposta a Cupello evidenzia i limiti strutturali dell’Agenzia regionale per la tutela ambientale, fa notare il Comitato costituito a difesa del comprensorio vastese. In Regione intanto è psicosi residuo forse per preparare a stendere il tappeto rosso a nuovi inceneritori che fanno il paio con le discariche, ultime spiagge, ovvero strumenti a cui ricorrere in caso estremo di gestione dei rifiuti (Direttiva 2008).
L’assessore Nicola Campitelli sostiene che l’esistenza di una capienza residua di 280 mila tonnellate della terza vasca sequestrata, a fronte di un fabbisogno annuo del territorio di 30 mila tonnellate, metterebbe al riparo il territorio da qualsiasi emergenza e il presidente della commissione ambiente della Regione, Manuele  Marcovecchio, già sindaco di Cupello, in un dibattito svolto nella redazione di ZonaLocale (al minuto 9), ha dichiarato che il piano regionale dei rifiuti non prevede una nuova discarica di servizio sul Civeta.. Io dico che questo è il momento di comprendere se necessita o meno una nuova discarica di servizio a quel territorio, ma tutto questo secondo me nell’ambito di un ripensamento di carattere generale sulla governance del ciclo integrato dei rifiuti.. Apriamo un dibattito veloce perché tra 2 anni la Regione Abruzzo e non il vastese potrebbe trovarsi di fronte ad un’emergenza rifiuti.

L’affermazione provoca una serie di domande che il comitato difesa rivolge all’ex amministratore di Cupello: “Su quali dati, diversi evidentemente da quelli del suo assessore, il presidente Marcovecchio sostiene l’approssimarsi di una emergenza addirittura regionale? Ritiene che la III vasca del Civeta non sia recuperabile considerate le frane e i continui incendi e debba essere sostituita? In tal caso, non conviene aspettare le risultanze delle perizie connesse all’inchiesta in corso? Inoltre, chi dovrebbe realizzare questa IV discarica e dove, viste le motivazioni che hanno portato alla bocciatura del progetto della IV vasca da parte del comitato Via (Valutazione di impatto ambientale) solo pochi giorni fa? Ha letto le motivazioni alla base della decisione del comitato che sarebbero immediatamente applicabili anche al progetto di una nuova discarica nello stesso sito? Possibile che si debba discutere negli ultimi anni solo su discariche o inceneritori, quando sono rispettivamente ultimi e penultimi nella graduatoria delle tecniche per la corretta gestione dei rifiuti fin dalla Direttiva UE del 2008?”.

Dai dati Arta, della prima relazione, preoccupa il rilevamento di benzene sul sito in fiamme. Il comitato difesa evidenzia che: “Mancano sia uno studio di modellistica sulla ricaduta degli inquinanti in modo tale da indirizzare al meglio i campionamenti sulla base dei parametri morfologici del terreno e meteorologici in quelle ore, sia le concentrazioni dei parametri ricercati (che pare siano riportati in una seconda relazione per ora non pubblicata), emerge che l’Arta non ha campionato varie altre sostanze tra cui le polveri, uno dei parametri cardine della legge sulla qualità dell’aria (D.lgs.155/2010) e uno dei fattori più delicati per quanto riguarda l’impatto immediato sulla salute dell’esposizione nel brevissimo periodo come recentemente confermato da una ricerca pubblicata sul New england Journal of Medicine” stesso studio che ha messo in allarme i medici per l’ambiente in relazione alva realizzazione di nuovi impianti ad impatto ambientale nell’entroterra abruzzese – Per ogni aumento di 10 microgrammi/mc di PM10 e PM2,5 si ha, il giorno dopo, un immediato aumento della mortalità nella popolazione. Tra l’altro bastava guardare le immagini per capire che, a causa delle condizioni atmosferiche locali, i cittadini per ore hanno dovuto respirare una nube acre”. E per comitato sono dunque fuori luogo le parole tranquillizzanti rivolte alla popolazione: “Invece di parlare di inutile allarmismo dovremmo parlare di inutile qualunquismo. Invece di fare affermazioni senza solide basi, si provveda a potenziare l’Arta” magari per poter finalmente mettere questa agenzia sullo stesso piano di Arpa Lazio che sulla ricerca di polveri negli incendi registrati tra il 2014 e il 2017 ha prodotto documenti e studi importanti e utili.

“Qualche dato in più lo potrebbero dare le centraline installate lunedì in tutta fretta dal comune (non sappiamo se con modellistica sulle ricadute che l’Arta non aveva in quel momento) che tra i parametri hanno anche le polveri. Purtroppo, considerati i limiti sopra ricordati (posizionamento; orario di installazione) sull’evento di domenica probabilmente non potranno essere di grande aiuto. Aspettiamo comunque la pubblicazione di quei da – conclude il gruppo – In generale riteniamo che bisogna uscire quanto prima dall’ossessione delle discariche assicurando la riduzione della produzione dei rifiuti, il riutilizzo degli oggetti e dei materiali e il riciclo”.

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