Inaugurato il monumento della Brigata Maiella: Memoria nel Futuro

Sono 3 lastre per il monumento in ricordo della Brigata e dei suoi caduti, ideale riferimento alle 3 cime della Maiella, la montagna madre da cui partirono i volontari che misero a repentaglio la loro vita, si sacrificarono, per il nostro Paese, per combattere con gli alleati e liberare i territori ancora occupati dai tedeschi, nella seconda guerra mondiale.

Aggiornamento

É il monumento alla Resistenza di uomini coraggiosi e forti che restituirono un po’ di dignità al Paese e contribuirono a liberarlo. Nel 1944 il gruppo di valorosi si riorganizzò per essere inquadrato in una Divisione di fanteria dell’esercito e combattere al fianco delle truppe alleate e così la Brigata Maiella liberò diverse città italiane sino al Veneto, il 21 aprile 1945 è la prima formazione ad entrare nella Bologna liberata.

“Il mio pensiero reverente va ancora una volta al comandante” è la voce spezzata e commossa di Gilberto Malvestuto, 98 anni tenente della compagnia mortai della Brigata Maiella, il suo comandante è Ettore Troilo che  l’ultimo ufficiale ancora in vita della formazione così ricorda – Ettore Troilo, il suo nome sia costantemente e per tutti un solenne richiamo a quei valori che guidarono la sua Brigata Maiella nello strenuo impegno per il trionfo della democrazia e della libertà. Viva la resistenza, viva la Brigata Maiella, viva l’Italia”.

E se dopo la liberazione dell’Abruzzo le formazioni partigiane si sciolsero e per molti il pensiero era di rientrare nell’esercito regolare e cominciare a ricostruire, per Ettore Troilo, importante collaboratore di Giacomo Matteotti il parlamentare assassinato da una squadra fascista, la possibilità era una ulteriore fase di lotta. E l’avvocato Lando Sciuba a ricordare la seconda fase d’impegno di Troilo e della sua Brigata nelle file delle strutture militari organizzate per potere continuare, sul piano nazionale, la lotta.

Il monumento progettato da Andrea dell’Orso è stato realizzato dall’associazione nazionale ex Combattenti del gruppo Patrioti della Maiella, sono a carico della sezione di Sulmona e valle Peligna tutte le spese per realizzarlo. É il primo monumento intitolato, a Sulmona (Aq), all’unica formazione partigiana Medaglia d’oro, al Valore Militare alla bandiera. Proprio per l’importanza che ricopre questo simbolo di resistenza è necessario custodire nel migliore dei modi il manufatto e fare opera di prevenzione con un impianto di videosorveglianza.

Senza memoria non c’è futuro, per questo il monumento è memoria, ricordo per le vittime dei bombardamenti come quello della stazione di Sulmona (Aq) del 27 agosto 1943 e dell’eccidio di Pietransieri di Roccaraso (del 21 novembre 1943).  É un monumento che riguarda tutti per i soldati e i civili fucilati in esecuzione delle sentenze di  morte pronunciate dai tribunali di guerra tedeshi a Sulmona e  Bussi (Pe) e per i detenuti comuni e i prigionieri politici che l’8 ottobre 1943 che prelevati dal carcere della Badia morronese, partivano dalla stazione di Sulmona per un ultimo viaggio, su un treno verso Dachau, destinazione campo di concentramento. Andavano anche loro a  morire e da lì solo un uomo è tornato e ha raccontato.

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