Altro incendio nella discarica di Cupello, Smargiassi: ritirare la delega a Campitelli

È il V incendio in 2 anni nella terza vasca del Civeta gestita dalla Cupello Ambiente, sotto sequestro dal 20 marzo per una inchiesta della procura di vasto che indaga sulla provenienza dei rifiuti scaricati da al tre regioni in un invaso che sarebbe dovuto durare 8 anni e che è stato riempito in appena 2 anni. Ad accorgersi del fumo ieri, dopo la mezzanotte, é stato il guardiano notturno.

Aggiornamento

Pietro Smargiassi

Appena l’8 ottobre il Comitato regionale di Valutazione d’impatto ambientale ha rigettato il progetto della società Cupello ambiente per la realizzazione di una IV discarica, da 480 mila m³, che sarebbe stata gestita solo da privati tutta da costruire proprio a fianco delle 3 discariche del Civeta, la terza è quella che spesso brucia ed è gestita dalla Cupello ambiente per conto del Consorzio pubblico. Proprio per far fronte all’emergenza rifiuti e superare le difficoltà di quest’ultimo periodo, la frazione umida degli scarti di tutto il territorio un tempo servito da questo impianto ora viene inviata  a Sulmna (Aq) destinata all’impianto del Cogesa, ex cosorzio di comuni oggi società, dove comincia a farsi sentire non solo la puzza, ma anche il peso di queste particolari emergenze.

“Lo scorso giugno interessai personalmente il governo regionale della situazione della discarica di valle Cena visti i ripetuti episodi d’incendio verificatisi in particolare nella terza vasca – commenta il consigliere regionale Pietro Smargiassi – tramite un’interpellanza portai il caso in consiglio regionale e chiesi di conoscere le determinazioni dell’Arta (Agenzia regionale per la tutela ambientale ndb) circa i rifiuti bruciati e la natura delle sostanze rilasciate nell’aria. Invitai anche a rendere note quali misure di sicurezza erano presenti nel sito e spronai l’assessore regionale Nicola Campitelli ad effettuare un sopralluogo sull’area per rendersi conto della situazione della discarica, il cui ciclo di vita sarebbe tarato in 8 anni, ma in realtà parrebbe già in via di saturazione dopo soli 2 – continua Smargiassi – Da allora nulla è cambiato e oggi siamo nuovamente costretti a doverci occupare di un vasto incendio che ha generato un’imponente nube di fumo ed un odore nauseante che si propaga in un raggio molto ampio.
I sindaci dei comuni limitrofi alla discarica si trovano nuovamente costretti a richiedere ai cittadini di tenere chiuse porte e finestre delle abitazioni per la scarsa salubrità dell’aria. Tutto questo dimostra come la gestione dell’impianto continui ad essere carente in termini di sicurezza. È evidente, quindi, che un tale stato di cose dipenda anche dal mancato cambio di passo, rispetto al passato, da parte del governo regionale. Ritengo che probabilmente l’assessore Campitelli abbia sottovalutato il problema e continui a sottostimare il potenziale rischio che l’area di valle Cena diventi una delle numerose aree altamente inquinate d’Italia – conclude il 5 stelle – Auspico che Marsilio ritiri la delega al proprio assessore e si faccia seriamente carico di un problema che sta affliggendo l’area del vastese, mettendo a serio rischio la qualità di vita degli abruzzesi che risiedono in quelle zone”.

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