Al Ferro di cavallo un presidio fisso di Polizia, Pettinari: “Non dei vigili urbani”

É un segnale forte di vicinanza, a chi è costretto a vivere nella paura, quello lanciato dal vice presidente del consiglio regionale, Domenico Pettinari, che stamane a Pescara ha raggiunto via lago di Borgiano, a pochi passi dal Ferro di cavallo di Rancitelli, per chiedere un presidio fisso di Polizia, non di vigili urbani, gestito da Carabinieri e corpi speciali in grado di  riportare ordine e serenità tra i cittadini.

“In questa area ci sono persone che occupano le case popolari incassando migliaia di euro attraverso lo spaccio di droga – spiega Pettinari – La mia presenza qui vuol essere una dimostrazione simbolica che chiarisce quanto un presidio fisso di polizia, che chiedo da ormai 10 anni, sia necessario per combattere la delinquenza nelle aree più a rischio di Pescara. Se le istituzioni rimangono sorde alle nostre esasperate grida di aiut, allora scendo in campo, in prima persona, dalla parte di quei pescaresi che non riescono a trascorrere serenamente la propria vita”.

“Solamente con la nostra manifestazione abbiamo fatto da deterrente per i criminali, bloccando traffici illeciti. Ci sono state in totale 20 autovetture arrivate nel quartiere, probabilmente per acquistare droga e che alla nostra vista se ne sono andate. Immaginate quanta efficacia potrebbe avere lo stazionamento fisso delle forze di polizia. Non dei Vigili urbani che devono essere tutelati e protetti affinché continuino a svolgere il proprio mestiere. Qui c’è bisogno di chi è addestrato ed equipaggiato per affrontare situazioni difficili come i Carabinieri e la Compagnia d’intervento operativo”.

Per Pettinari la Regione Abruzzo non sta dando alcun aiuto nella lotta agli abusivi e ai delinquenti delle case popolari (qui art. su La Notizia): “La legge che hanno approvato questa settimana non interviene contro questi criminali, persone che nel 99% dei casi non hanno condanne di terzo grado e molto spesso nemmeno di primo. Significa che possono restare indisturbati nelle abitazioni di proprietà dello Stato. Ci sono famiglie che guadagnano anche 3 mila euro al giorno con lo spaccio di droga e ne pagano a malapena 10 euro ogni mese per rimanere in un alloggio. Ci sono inoltre strutture fatiscenti su cui non s’interviene e palazzine sgomberate che sono utilizzate per nascondere la droga, senza che nessuno muova un dito per offrire una soluzione – conclude – Giornate come quella di oggi dimostrano che quando c’è la volontà d’intervenire e combattere la criminalità concretamente, i risultati si ottengono. Questo non è il mio lavoro e nemmeno quello delle tante persone perbene costrette a difendersi dagli spacciatori. È il momento che le istituzioni, il sindaco di Pescara, il presidente di Regione Abruzzo, il prefetto, attivino i presidi fissi di polizia. La strada gliela mostriamo da un decennio, ora la percorrano e aiutino una volta per tutte i cittadini onesti”.