Demonticazione, a partire da oggi greggi e armenti a valle

Greggi e armenti ancora sui monti da oggi scenderanno a valle perchè questa è la data che segna ufficialmente la fine dell’alpeggio, per il 2019, anche sugli Appennini abruzzesi.

Se la monticazione comincia solitamente a giugno, la demonticazione è fissata tra il 15 e il 30 ottobre, a seconda dei luoghi e delle province e salvo deroghe eccezionali. Quest’ultima si traduce nel passaggio del bestiame dai monti a valle sino alle masserie delle locaità montane per trascorrere l’inverno al caldo e anche per garantire una tregua ai pascoli d’alta quota, soprattutto se frequentati dai bovini. Sappiamo tutto che questi ultimi producono il 74% delle emissioni mondiali ad effetto serra globali, principalmente dovute all’abbondanza di mucche da latte, ma anche dalla grande quantità di metano e protossido di azoto emessi dai bovini da carne rispetto agli altri animali. Le pecore contribuiscono per il 9%, i bufali per il 7%, i maiali per il 5% e le capre il 4%.

A confermarlo è uno studio  del dottor Dario Caro e del professor Simone Bastianoni del gruppo di Ecodinamica dell’università di Siena, in collaborazione con i professori Ken Caldeira, Stanford university e Steven Dav, università della California: il bestiame rilascia metano attraverso i microorganismi che sono coinvolti nel processo di digestione animale, e protossido di azoto attraverso la decomposizione del letame. I ricercatori hanno stimato le emissioni di gas serra dovute a 11 tipi di bestiame, relative a 237 nazioni e rilasciate nell’ultima metà del secolo trovando che globalmente dal 1961 al 2010, tali emissioni sono aumentate del 51% (tra le fonti Ansa).

Speriamo che non si ripeta quando accaduto negli anni passati con i pascoli sul Morrone, reduce dagli incendi, ancora occupato dal bestiame a novembre e così anche sui preziosi habitat di alta quota della Maiella che, come i primi, sono tutelati dal riconoscimento dei Siti d’interesse comunitario (Sic) e delle Zone a protezione speciale (Zps), istituiti in base alla direttiva habitat dell’Unione Europea e da una Zona a massima tutela del Parco nazionale della Maiella: Zona A di Riserva integrale. Abbiamo più volte documentato di animali smarriti tra le montagne e anche su strade innevate come nell’area protetta del parco regionale Sirente Velino. Animali spesso sprovvisti di microcip così che non si possa risalire ai proprietari, a pagare per il recupero è dunque lo Stato. E spesso però si ritrovano a pascolare sulle stesse aree in cui sono stati abbandonati e con i nuovi microcip già scomparsi.

Il pascolo brado è vietato anche dalla legge regionale 3/2014. Nei Siti di interesse comunitario o Zone di protezione speciale dell’Unione Europea il pascolo oltre i limiti fissati per la monticazione e la demonticazione è vietato dalla delibera di giunta regionale n. 877 del 27/12/2016 (misure generali di conservazione per la tutela dei siti della Rete natura 2000 della Regione Abruzzo, con le sanzioni previste dalla L. n. 47/1985, art. 20) e i proprietari sono punibili per i danni arrecati dai loro animali agli habitat anche in base all’art. 733-bis del codice penale (distruzione o deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto) che prevede l’arresto fino a 18 mesi e l’ammenda non inferiore a 3 mila euro. Condotte illegali aggravate se consumate nelle Zone A di Riserva integrale individuate dal vigente Piano del Parco che pone espresso divieto alle attività di pascolamento salvo nulla osta dell’ente parco, rilasciabile solo se il pascolamento è finalizzato a mantenere l’equilibrio ecologico e le peculiarità naturalistiche delle aree, comunque vietate in modo assoluto se esercitate in forma brada e nel bosco, sia nelle Zone A sia in quelle B. I proprietari sono punibili (art. 13 e art. 30, c.1 della L. n. 394/1991 interventi in assenza del nulla osta del Parco ed in difformità dal Piano del Parco).

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