Da Via della Seta a Via dello sport. Scanno dice Sì ai Cinesi solo se si recupera l’esistente

Una Via della seta che a Scanno (Aq) si sviluppa come Via dello sport, un’occasione da non perdere per gli scannesi alle prese anche loro con una crisi senza precedenti che un’iniziativa come quella proposta dai cinesi potrebbe risolvere. Si progetta un villaggio sportivo, intervento che gli scannesi, chiedono, sia rispettoso dell’esistente e si realizzi senza consumo di suolo, utilizzado quanto c’è già nella località lacustre. Iniziativa  che vede in  collaborazione impreditori d’Oriente e una società italiana detentrice del marchio per organizzare eventi esclusivi di Triathlon cross xterra già conosciuti attorno al leggendario lago.

Una graziosa località lacustre come Scanno ha bisogno di guardare al futuro con cautela e parsimonia per tutelare il paesaggio e un villaggio sportivo non convince se è da costruire in riva al lago perdendo di vista elementi naturali che non sono solo una moda, in questo Pianeta, ma una vera e propria necessità. Il progetto del villaggio turistico è stato presentato nei giorni scorsi all’Aquila, in Regione, dove l’assessore Guidi Loris ha comunque assicurato che tutto sarà realizzato secondo le più innovative tecnologie della bio edilizia, per ridurre al minimo gli impatti negativi sull’ambiente. Gran parte della popolazione è contraria, non si fida e persino i politici locali si affiancano al coro dei no  a “nuove colate di cemento” a poca distanza dal lago, oltrettutto.

Un villaggio sportivo potrebbe nascere anche dalla riconversione dell’esistente. Questo chiedono alcuni politici del posto agli imprenditori del Paese del Sol Levante. Anche perchè come in tutte le altre graziose località montane anche a Scanno e Villalago, nell’aquilano selvaggio,  sarebbero troppi i locali vuoti. D’Accordo nel coniugare sport e natura, ma gli abitanti chiedono il rispetto dell’area le cui bellezze naturalistiche sono da tutelare non da declinare all’interesse economico. Ancora brucia l’esperienza di metà anni Ottanta con degli imprenditori americani che volevano sviluppare, è un eufemismo, il bacino di passo Godi. Poi il complesso residenziale sospeso tra Scanno e Villalago e 3 anni fa il tentativo di un’azienda romana che intendeva costruire 3 ville trasformando un immobile che ha ospitato Colm Dylan Thomas, deceduto nel 2012, figlio del noto poeta gallese Dylan Thomas. Intervento bloccato anche grazie ad una petizione di  Viè nova, movimento politico locale.

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