Ergastolo ostativo respinto il ricorso dell’Italia, Strasburgo dà ragione al boss

Il ricorso dell’Italia sull’ergastolo ostativo è stato respinto dai 5 giudici chiamati ad esaminarlo dopo che a giugno la Corte di giustizia europea (Cedu) lo ha bollato come trattamento inumano e degrandante, il capo di una ndrina calabrese di Taurianova, condannato a 4 ergastoli per omicidi plurimi sequestro di persona, detenzione di armi e occultamento di cadavere,  ha fatto appello a quella corte per avere ragione sulla pena da scontare.

Non riceverà alcun risarcimento danni, ma solo un rimborso delle spese legali che pagherà l’Italia, Marcello Viola che ha sollevato la questione dinanzi la Corte di Strasburgo che gli ha dato ragione. Sempre sull’ergastolo ostativo, che non dà diritto ad alcun beneficio se il condannato non interompe i rapporti con l’organizzazione criminale di riferimento, il 22 ottobre  toccherà alla Corte costituzionale pronunciarsi e ancora sono 250 gli ergastolani che hanno presentato un ricorso analogo ad un altro organismo, il Comitato delle Nazioni unite. Si tratta di una aprte dei 1200 che in Italia sono sottoposti a questo tipo di regime, 257 dei quali sono mafiosi. Una decisione che non farà tornare in libertà i detenuti, chi è stato condannato ad un fine pena mai, potrà semplicemnte chiedere di accedere ai benefici, come permessi premio o possibilità di lavorare,  e che fa gioire l’associazione Nessuno tocchi Caino che con ilpartito radicale da anni è ipegnata per l’abolizione dell’ergastolo ostativo. Critici i ministri Luigi Di Maio e Alfonso Bonafede, che non condividono nella maniera più assoluta questa decisione del collegio di magistrati europei e faranno valere le ragioni del governo italiano.

Archivio

Domani si decide sul ricorso dell’Italia avverso la sentenza che dà ragione al boss all’ergastolo ostativo