Marcozzi Versus Campitelli. Per gli inceneritori in Abruzzo è NI

Nessun inceneritore in Abruzzo, per il momento, ma i vertici della Regione verde d’Europa già pensano al residuo e per eliminarlo non escludono l’ipotesi del termovalorizzatore. Una eventualità che fa già tuonare l’Abruzzo ambientalista che riflette su un’altra più profonda e lungimirante eventualità per il residuo del residuo del rifiuto pensando che con queste scatole cinesi si  possa aprire la strada all’incenerimento globale del Pianeta.

Aggiornamento 1 e 2

“La politica dei rifiuti della giunta Marsilio è tesa a sviluppare l’impiantistica e le pratiche necessarie a superare la politica delle discariche sulla quale oggi si regge il ciclo abruzzese, a perseguire la logica del riciclo della riduzione, a monte, del riuso e dell’economia circolare, avendo come riferimento culturale e scientifico il modello Rifiuti zero sperimentato nei paesi più sviluppati” commenta l’assessore con delega ai rifiuti Nicola Campitelli.

Preoccupata la capogruppo in Regione del M5s, Sara Marcozzi, che ha chiesto lumi all’amministratore regionale anche sul Piano regionale di gestione dei rifiuti che Regione Abruzzo ha in mente di realizzare: “La competenza per la creazione degli impianti e la gestione dei rifiuti è regionale. È inutile quindi continuare a fare propaganda tirando in ballo Virginia Raggi dal momento che i rifiuti di Roma sono rifiuti del Lazio, la regione del suo presidente ed è a livello regionale che devono essere trovate soluzioni”.

Il MoVimento 5 Stelle ribadisce il suo chiaro NO agli inceneritori, Campitelli invece oscilla sul NI: “Una volta sviluppate al massimo le potenzialità della raccolta differenziata e del riciclo si porrà il tema di come smaltire il residuo che andrà quantificato e programmato e solo su quel residuo il presidente Marsilio non ha escluso, con pragmatismo e buon senso, un’eventualità legata alla termovalorizzazione”.

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