I tempi si allungano: rinvio per il processo sull’Acqua del Gran Sasso

Il giudice, Lorenzo Prudenzano, ha depositato oggi una richiesta di sostituzione perchè si troverebbe in una situazione d’incompatibilità per il processo sull’acquifero del Gran Sasso, sul caso che a maggio 2017 portò a vietare il consumo di acqua, per una strana colorazione, in  parte della provincia di Teramo. Se l’istanza verrà accolta dal presidente del tribunale si provvederà a nominare un nuovo giudice.

L’udienza fissata il 21 ottobre inoltre potrebbe slittare perchè per quel giorno è  fissato lo sciopero degli avvocati. I tempi del procedimento potrebbero allungarsi ttimento non verrà sino al 2020.  Preoccupate dal dilatarsi dei tempi le associazione che hanno chiesto di essere ammesse  parte civile nel processo: Wwf, Legambiente, CaiI e CittadinanzAttiva.

Ad oggi non si sa più nulla della nomina del commissario straordinario per la messa in sicurezza del Gran Sasso dove le strutture dei laboratori e la galvria autostradale si trovano a pochi passi dalva rete idrica gestita da Ruzzo e dalla falda. contaminazioni e interferenze tra stutture sarebbero in agguato.

 Il commissario doveva essere nominato entro il 3 luglio, questo in base alla legge di conversione del decreto Sbloccacantieri (32/2019). Su questo punto l’Osservatorio indipendente dell’acqua del Gran Sasso fa appello al governatore Marco Marsilio e ai parlamentari eletti in Abruzzo perchè sollecitino la nomina del commissario.

“Il presidente Marsilio potrebbe avviare la Cabina di coordinamento che deve essere da lui presieduta e che ha compiti di comunicazione e informazione nei confronti delle popolazioni interessate, di coordinamento tra i diversi livelli di governo coinvolti e di verifica circa lo stato di avanzamento degli interventi di messa in sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso – spiegano le associazioni ambientaliste – E dovrebbe anche aprire questa cabina alla partecipazione delle associazioni che da sempre seguono la vicenda e che invece la giunta regionale precedente ha voluto escludere, nonostante un parere favorevole al coinvolgimento espresso dall’allora commissione consiliare regionale competente”.