Il Fratino Resiste: lieve miglioramento rispetto all’Annus Horribilis (2018)

É un tipo tosto il Fratino, quello abruzzese fa fatica, ma  c’è ancora. Sono sempre meno le nascite e i nidi in tutta la costa italiana per questa specie a serio rischio estinzione. Il Fratino napoletano e campano è il più resistente, per le altre regioni il trend di nidi e nascite è negativo. Per questo buffo uccellino sintomo di salubrità dell’aria non c’è pace a causa della pulizia meccanica delle spiagge, dell’antropizzazione e installazione di stabilimenti balneari e dell’occupazione delle ultime oasi selvagge, in riva al mare, paradiso terrestre del piccolo trampoliere dove nidifica da fine marzo a luglio.

Dal censimento nazionale 2018, non prefigurano nulla di buono i dati del XX Convegno italiano di ornitologia tenuto a Napoli. Bisogna correre ai ripari anche in Abruzzo dove c’è un lievissimo miglioramento, ma la situazione è comunque drammatica. All’incontro partenopeo sono stati invitati anche 2 abruzzesi responsabili del progetto Salvafratino Abruzzo. Si tratta di Fabiola Carusi, referente per il Wwf Abruzzo, e Stefano De Ritis, responsabile scientifico per l’Area marina protetta Torre del Cerrano che hanno  presentato una relazione sullo stato del Fratino in Abruzzo lavorando sui dati raccolti tra il 2015 e il 2019 durante il quale il progetto Salvafratino si è sviluppato.

Monitoraggio, tutela, sensibilizzazione e denuncia sullo stato di salute dei fratini non sembrano dunque bastare, nemmeno in Abruzzo dove l’Area marina protetta  destina fondi per la tutela della specie insieme al Comune di Alba Adriatica che finanzia un progetto di sensibilizzazione legato alla spiaggia del Fratino e del Giglio di Mare.

Nonostante qualche buona pratica inizi a farsi strada tra balneatori e amministrazioni comunali, anche in Abruzzo si sta registrando una situazione di difficoltà per il Fratino. Viene individuato un numero troppo limitato di nidi e purtroppo non tutti giungono a buon fine. Ancora oggi in ogni stagione molti nidi con uova vengono vandalizzati o distrutti durante la pulizia meccanica delle spiagge o predati da animali da affezione come cani e gatti lasciati liberi di muoversi in spieggia. E il fratino non ha scampo se a questo si aggiunge la predazioni di origine naturale  di corvidi e volpi.

Una ripresa appena percettibile rilevano, rispetto al 2018, i dati abruzzesi 2019 sul Fratino, specie a rischio estinzione, numeri che saranno illustrati durante un evento che si terrà a ottobre per la presentazione di un dossier regionale sulla tutela del Fratino. Il 2018 è stato un anno drammatico con il minor numero di nidi registrati da quando si effettua il monitoraggio con solo il 50% di schiuse andate a buon fine. C’è ancora molto da fare per la conservazione del Fratino e l’educazione ambientale.