Caccia: salvati migliaia di animali in Abruzzo grazie al ricorso di Wwf e Lega del cane

Sono riusciti a bloccare tutte le preaperture per la caccia, bloccata, in Abruzzo, non è partita neppure il giorno di apertura fissato in ambito nazionale, il 15 di settembre. Si caccerà dai primi di ottobre in Abruzzo grazie anche all’ordinanza del Tribunale amministrativo regionale sollecitata dal ricorso del Wwf e della Lega nazionale del cane (Lndc animal protection).

 “Sono stati ridotti i periodi di caccia per 18 specie cui si potrà sparare solo dal 1° ottobre, non dal 15 settembre come voleva la Regione e solo fino al 20 gennaio, invece che fino al 30 gennaio, com’era previsto dal calendario – spiega Filomena Ricci, delegato del Wwf Abruzzo – Bene anche la riduzione di 20 giorni del periodo di caccia per la beccaccia e di un mese per il beccaccino, nonché il divieto di caccia in forma vagante oltre il 31 dicembre”.

Riuscire a limitare i periodi di caccia significa essere riusciti ad evitare stragi di animali.  Un grande risultato per il Wwf: “Restano invece irrisolte dall’ordinanza del Tar alcune questioni pure importanti: la caccia all’allodola, alla coturnice, al moriglione e alla pavoncella che, stante le difficoltà delle specie, andrebbe vietata; la mancata limitazione alla caccia nelle Zona contigua del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ai soli residenti; alcuni aspetti sulle distanze dalle foci dei fiumi. “Sugli aspetti che non sono stati accolti ci confronteremo con i nostri legali e valuteremo se è il caso di presentare ricorso al Consiglio di Stato o se sia più utile attendere il giudizio di merito nel quale sarà possibile argomentare con maggiore compiutezza le questioni – conclude la Ricci – Particolare attenzione sarà dedicata alla gestione della caccia nell’area contigua del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, che la Regione fa finta di non riconoscere, perché è qui che si gioca una parte importante della battaglia per la salvezza dell’Orso bruno marsicano”.