Biometano nel Fucino, Comitato a tutela della salute: ‘Se ne discuta in Commissione Ambiente regionale’

Potenziali rischi di esplosioni, emissioni in atmosfera di inquinanti, sversamento del digestato che per i tecnici del Comitato ambientalista non avrebbe i requisiti per esssere classificato come fertilizzante e ancora sottrazione di suolo agricolo, potenziali rischi di contaminazione batterica legati allo sversamento del digestato queste, in breve, le conseguenze temute dai cittadini di Pescina, Collarmele e San Benedetto riuniti nel Comitato Insieme per la tutela di salute, ambiente e territorio per opporsi al progetto d’impianto biogas previsto nel Fucino.

Aggiornamento

Il gruppo di attivisti marsicani chiede al consigliere regionale, Mario Quaglieri, presidente della V commissione ambiente in Regione, di trattare la questione del progetto d’impianto di produzione del biometano per fugare i dubbi, preoccupati dell’impatto ambientale che la struttura potrebbe avere.

Dal canto suo la società che propone la centrale difende il progetto: “L’attività della Biometano energy è volta a conciliare una rispettabile attività imprenditoriale con la difesa dell’ambiente e degli interessi di chi vive e lavora nell’area dell’impianto”. Per l’amministratrice della società, Patrizia Tarquini, l’opposizione all’impianto a biogas sarebbe legata a strumentalizzazioni politiche e al quotidiano Il Centro l’Ad ha rilasciato questa dichiarazione: “Abbiamo appreso che la famiglia dell’assessore di San Benedetto dei Marsi ha ricevuto minacce di morte e lui ritiene, in mancanze di altre motivazioni possibili che possano essere collegate, in qualche modo, alle polemiche sorte dopo l’approvazione del nostro progetto” ..espressa solidarietà e ferma condanna per l’episodio  l’amministratrice annuncia esposti in procura per segnalare le “allusioni contenute in interviste e dichiarazioni pubbliche che ipotizzano un nostro coinvolgimento nell’episodio delle minacce, presunti favoritismi da parte delle autorità regionali, oscure e pericolose collusioni internazionali, trame e sotterfugi nell’acquisizione dei terreni destinati ad ospitare l’impianto”.

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