Nuova proposta di calendario venatorio, WWF: “La Regione persevera”

Insisterebbe nell’errore la Regione Abruzzo anche sulla seconda proposta  di calendario venatorio presentata il 5 settembre, per il Wwf, con qualche correttivo rispetto alla prima che non teneva conto delle indicazioni dell’Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale (Ispra) e delle passate sentenze del Tribunale amministrativo regionale (Tar). Caccia sospesa quindi sino al 25 settembre in cui è programmata la discussione in Camera di consiglio grazie al ricorso al Tar di Wwf e la Lega nazionale del cane (Lndc).

La  seconda proposta di calendario è stata sottoposta a Valutazione di incidenza ambientale (Vinca) e così con poco tempo a disposizione, il Wwf Abruzzo ha comunque presentato questa mattina delle osservazioni in critica alla nuova versione del calendario. “Una procedura, quella scelta dalla Regione, a nostro avviso non corretta e comunque non rispettosa del ruolo della magistratura e penalizzante anche per gli stessi cacciatori, almeno per quelli che condizionano la loro passione al rispetto della natura e delle leggi – spiegano le associazioni ambientaliste – Il testo rinnovato è di fatto condizionato da una futura sentenza del Tar che deve essere ancora espressa. Vengono accolte molte delle indicazioni Ispra ignorate nella prima versione, ma poi si introducono  allargamenti ad esempio nei periodi di caccia consentita, da definire in base all’esito della discussione del Tar. Non si procede autonomamente con le indicazioni tecniche, ma ci si riserva di farlo solo a seguito di una pronuncia del giudice amministrativo: sarebbe stato più logico confrontarsi prima con tutti i portatori d’interesse, non solo con il mondo venatorio, ed evitare l’ennesima battaglia giudiziaria”.

Per gli ambientalisti questa nuova versione non rispetta i tempi  per le osservazioni e la partecipazione ai portatori d’interesse alla Vinca:”Sarebbe necessario far decorrere 30 giorni e invece la pubblicazione è del 5 settembre e la discussione del 12 – spiegano – Attenderemo quindi la pronuncia del Comitato regionale sulla Vinca, mai nostri avvocati sono stati allertati per eventuali successivi ricorsi”. Con questo sistema la Regione impegna denaro pubblico per difendere scelte bocciate dalla magistratura ormai in decine di sentenze che cerca di ignorare, spiegano gli ambientalisti.

“Per un paio di specie, il Merlo e la Tortora, l’attività venatoria, se la proposta di calendario verrà confermata, comincerà prima del 25 settembre data di discussione del ricorso fino alla quale il giudice ha sospeso ogni attività. Coturnice e Allodola potrebbero tornare a essere cacciabili mentre per la Pavoncella e il Moriglione è già prevista la caccia in difformità delle richieste del ministero dell’Ambiente (nota 16169 9 luglio 2019). Anche l’area contigua, in caso di bocciatura del nostro ricorso, tornerà a scomparire dalla regolamentazione dell’attività venatoria della Regione, consentendo di fatto la caccia anche ai non residenti, in contrasto con quanto chiaramente afferma la legge quadro sulle aree protette (Legge n. 394/91) – conclude  Wwf – ribadiamo la nostra disponibilità a instaurare un confronto a tutto campo sulla gestione faunistica regionale che non si limiti alla gestione venatoria”. Di fatto, da tempo ormai manca un piano faunistico venatorio,  monitoraggio e censimenti e non è mai stato istituito l’Osservatorio faunistico.