Note profumate a colori fanno bella Anversa degli Abruzzi con Di Marco Testa e Di Toro

É un compositore sui generis Mirco Di Marco Testa perché le sue note sono profumate e sono persino a colori. La sua arte è fatta di fiori intrecciati nel cemento per ingentilire mura, terrazzi riarsi al solleone e pietre annerite dal tempo. Come per miracolo converte i rifiuti in utilità da giardino e regala al suo paese un pezzettino dell’Eden perduto.

Nel cuore di Anversa degli Abruzzi (Aq) il talento di Mirco Di Marco Testa prende forma tra pietre antiche, cocci e pezzi di vasi che lui riassembla in modo davvero originale aprendo la strada ad una nuova era del riciclo, di natura floreale. E così un vecchio coccio muta forma e l’idea in continua evoluzione dell’artista ne rinnega l’origine trasformandola in qualcosa di utile e diversamente bello.

I graziosi arredi florali seminati tra i vicoli e le viuzze del Paradiso del vate, qui Gabriele D’Annunzio ambientò la tragedia La fiaccola sotto il moggio, ingentiliscono persino gli accessi ai cantieri delle imprese impegnate nella ricostruzione e coaì che l’imprenditore di origini marsicane, Pasquale di Toro, si è messo a disposizione del ragazzo per garantire un po’ di materiale necessario ad abellire e rendere ancora più incantevole la località turistica alle gole del fiume Sagittario che sta conquistando il mondo.

Piante curate, inaffiate che ringiovaniscono vecchie mura trasandate, rinfrescano terrazzi con il sole in picchiata e strade bollenti. Fiori che ravvivono angoli bui restituendo armonia a pareti fredde e spoglie, a balconi dai ferri secoli fa battuti, ma ora arruginiti. Fiori che animano case vuote e così da lontano gli asimmetrici gradini di tetti ammucchiati diventano graziosi giardini. Le cornici improvvisate dalle fioriere s’arrampicano tra i vicoli che scendono e salgono tra composizioni di ogni genere che coprono anche delle buche a terra, evitando così che quacuno finisca male. Gerani, lavanda, girasoli, margherite, germogli di menta e persino piante di fragole, ciuffi di Santolina e Rosmarino ammorbidiscono i luoghi e crescono ignari di poggiare sull’impossibile, su un incastro di sampietrini saltati dal marciapiede o sul domino di legna e tegole in precario equilibrio tra una cassetta della frutta e una vecchia grondaia, era tutto da buttare come una traccia di tubo infiorata, scampata alla discarica.

mariatrozzi77@gmail.com