Sicurezza a Pescara. Pettinari propone presidi fissi di Polizia e l’intervento dell’Esercito

“I blitz ad orologeria non servono, rappresentano una politica inefficiente ed inefficace per ripristinare l’ordine pubblico a Pescara – così il vice presidente del consiglio regionale Domenico Pettinari commenta le operazioni di controllo straordinario di questi mesi, nei quartieri sensibili del capoluogo adriatico – Pur apprezzando lo sforzo delle forze dell’ordine, che eseguono le indicazioni, non condivido le politiche di sicurezza che sono adottate nella città di Pescara perché a mio avviso sono fallimentari”.

Questa mattina Pettinari, dinanzi ai pescaesi, ha espresso una sua opinione della sicurezza messa in campo dal centro destra: “Siamo davanti al fallimento completo di chi ha fatto della propaganda sulla sicurezza il proprio cavallo di battaglia. I pescaresi si accorgono che la città, da quando al Comune e alla Regione governa il centro destra, non è più sicura anzi forse è peggiorata. L’unica soluzione è quella di attivare posti di polizia fissi (h24). E per farlo servono agenti specializzati come Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza. Se il personale non basta e non si riesce a far intervenire l’esercito, si chieda almeno l’intervento del Cio (Compagnia d’intervento operativo) dei carabinieri. Non saranno certo i vigili urbani a poter contrastare la grande criminalità, anche organizzata, che sta prendendo il controllo delle nostre strade. I vigili non sono addestrati ed equipaggiati per fronteggiare queste situazioni. Nelle case Ater, di proprietà della Regione, si assiste a delle vere e proprie centrali dello spaccio, ad un racket di case occupate abusivamente e riaffittate e, in alcuni casi come abbiamo scoperto in questi giorni, addirittura usate come affittacamere. Una sorta di B&B dell’illegalità che stanno spuntando come funghi nelle case popolari a scapito dei tanti cittadini onesti che da anni attendono l’assegnazione di un alloggio per diritto. I quartieri a rischio li conosciamo bene: Rancitelli/Ferro di Cavallo, Fontanelle, via Rigopiano/Passo della Portella, San Donato, Zanni e borgo Marino. A questi, da qualche anno, si è aggiunto anche il centro cittadino in cui avvengono quotidiani episodi di violenza”.

Interrogativi da scogliere che Pettinari rivolge al primo cittadino di Pescara, Carlo Masci: “Cosa intende fare il sindaco in queste situazioni limite? Davvero si pensa che mandare al macello un pugno di vigili urbani sia risolutivo in questi quartieri a rischio? Siamo davanti all’assurdo e mentre c’è chi si continua a girare dall’altra parte non riconoscendo l’emergenza, ci sono cittadini vessati ogni giorno da chi fa dell’edilizia pubblica il proprio campo di battaglia per la criminalità. Totale disinteresse verso i pescaresi anche per quanto riguarda la salubrità degli ambienti – spiega ancora Pettinari – Dopo la grandinata ci sono abitazioni con importanti infiltrazioni d’acqua. La Regione ed il presidente Marco Marsilio hanno il dovere di stanziare fondi adeguati per rendere queste case abitabili, case in cui vivono anche disabili e persone con problemi respiratori che a causa della muffa creata dalle infiltrazioni affrontano un inferno quotidiano. Questi problemi, oltre ai quartieri già citati si riscontrano anche nelle case Gescal dei colli dove alcuni soffitti sono diventati come spugne. Sveglia sindaco e presidente di Regione, Pescara vi ha dato fiducia, il minimo sarebbe ricambiare con questi servizi base!” conclude Pettinari.